Cronaca dell’escursione su due tappe della Via Francigena nel Lazio,
insieme con i soci della Sezione di Roma dell’Associazione "Giovane Montagna"
(dal 30/3 al 31/3/2019)

( da Bolsena [m 350 slm] a Montefiascone [m 590 slm] e da qui a Viterbo [m 326 slm] per circa 35 km )

Cronaca della 1░ Tappa
(30/03/2019)



In cammino insieme con i soci della
Associazione G.M. ("Giovane Montagna")
Sezione di Roma


( su due tappe della Via Francigena italiana )
(da Bolsena a Viterbo)
(30 - 31 Marzo 2019)


Escursione organizzata dai responsabili della sezione G.M. di Roma
1░ Tappa: Bolsena (m 350 slm) -> Montefiascone (m 590 slm) (c. 17 km)

Cronaca a cura di Enea Fiorentini (G.M. di Roma)




 
           NOTE VARIE:

  1. Un cenno sulle Pietre Lanciate di Bolsena:    ->>> Back

    [ A circa un chilometro da Bolsena, lungo la via Cassia SR.2 in località La Fornacella procedendo in direzione di Montefiascone, c’è un famoso geosito, conosciuto col nome di "Le Pietre Lanciate".   Questo sito geologico, facilmente visibile sostando in una piazzola adiacente alla provinciale, è formato da prismi di roccia di origine vulcanica affioranti obliquamente dal terreno.   Questi prismi si sono formati a seguito di alcune fasi dell’antica attività vulcanica che ha interessato una vasta area di circa 270 kmq, attorno alla zona di Bolsena, a partire da un milione di anni fa.   Poi, circa quattrocentomila anni fa, si verificarono nuove e violentissime esplosioni con proiezione esterna di moltissimo materiale e conseguente svuotamento del sottosuolo.   I prismi basaltici si sono formati da una colata di lava (leucitite tefritica) con fessurazione prismatica colonnare dovuta ad una contrazione a seguito di un rapido raffreddamento del magma.   Questi eventi provocarono lo sprofondamento di una vasta area, creando un avvallamento a caldera che verrà occupato dal Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa.   Verso la fine dell’attività vulcanica, a seguito di esplosioni verificatesi all’interno del lago, emersero e si formarono le isole Martana e Bisentina.
    L’evoluzione del lago e della sua attività vulcanica residua Ŕ ancora in corso: infatti al suo interno alcune emanazioni di gas dimostrano una seppur minima vitalità del vulcano.
    Il sito delle Pietre Lanciate fa parte del più ampio Distretto Vulcanico Vulsino e, in questa zona, si estende per alcune centinaia di metri lungo il crinale, anche se oggi se ne vede una minima parte poiché è quasi sempre invaso da una fitta vegetazione.   La porzione di maggior pregio, lunga circa 10 metri, è mantenuta pulita e viene tutelata come Patrimonio Geologico poiché fa parte delle bellezze naturali che hanno permesso di proporre il Lago di Bolsena e i Monti Volsini come patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
    Le Pietre Lanciate rientrano nel Sito di Interesse Comunitario e nella Zona di Protezione Speciale "Monti Vulsini" (codice SIC-ZPS: IT6010008).
    Notizie tratte liberamente dal mio sito: http://www.eneafiorentini.it/ifranagg/ifranagCO_Avvic.html ]



  2. Un cenno sul Lago di Bolsena e sulle sue isole:    ->>> Back

    [ Il lago di Bolsena (in latino: Lacus Volsiniensis / Lacus Volsinii) è un lago dell’Italia centrale, posto nell’alto Lazio, nella parte settentrionale della provincia di Viterbo (Alta Tuscia).   Formatosi oltre 300.000 anni fa in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani del complesso dei monti Volsini che ha accompagnato lo sprofondamento vulcano-tettonico dell’area, è lambito per una parte considerevole dalla strada consolare romana Cassia, a pochi chilometri dal monte Amiata, ed è il lago di origine vulcanica più grande d’Europa.   Ha una forma ovale, tipica per la sua origine, due isole (Bisentina e Martana) e un fiume emissario (fiume Marta), un’area totale di 113,5 km▓ (quinto in Italia), si trova alla quota di m 305 s.l.m., con una profondità massima di 151 m, e una profondità media di 81 m.   Il bacino idrografico del Lago di Bolsena è di 273 km▓, mentre la sua lunghezza è di 13 km e la larghezza di è di 11 km.   Il suo sviluppo costiero è di 43 km, e il suo volume raggiunge i 9.200 km│.   Molte cittadine di antica origine si affacciano sulle sue coste alternandosi con moderni insediamenti turistici che evidenziano la propensione per il turismo di queste terre.
    Notizie tratte liberamente dal sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Bolsena ]



  3. Un cenno sul Parco Naturalistico archeologico di Turona:    ->>> Back

    [ Il Parco di Turona si trova in un’area sopraelevata a circa cinque chilometri da paese di Bolsena.   L’area rappresenta il tipico aspetto collinare che ricopre i Monti Vulsini nell’alto Lazio.   In questo Parco due fiumiciattoli, che delimitano il territorio, presentano varie cascatelle che producono un tipico e suggestivo sottofondo di rumore.   Troviamo, infatti, il Fosso Turona ed il Fosso Arlena, quest’ultimo trae origine dalle sorgenti naturali del Bucine le cui acque sono drenate fino al lago.   Il Parco è delimitato a ovest dallo splendido Lago di Bolsena e, tutto attorno, da colline ricche di coltivazioni di olivo e di vite che si alternano a dei boschetti di cerri, roverelle, caprifogli, olmi, e sambuchi.   Il rigoglioso sottobosco è ricco di interessanti specie floreali, tra cui alcune rare orchidee.   Anche la fauna merita qualche attenzione, infatti qui possiamo trovare specie tipiche dei Monti Vulsini ed alcune più rare.   Da segnalare il merlo acquaiolo, la rana dalmatina, i rari granci d’acqua dolce e l’airone.   Il Parco di Turona è anche importante dal punto di vista archeologico: in cima al colle principale sorgeva un centro etrusco di cui oggi non rimangono che poche tracce, un edificio presumibilmente allestito a tempio ed i resti delle mura di cinta oltre che qualche antica abitazione.   Lungo le pendici del Colle Capriola, è stata rinvenuta anche un’area sepolcrale da cui sono stati portati alla luce numerosi reperti relativi agli arredi funerari.   Lungo il fiume Arlena, invece, possiamo trovare numerosi mulini che risalgono al XIV secolo, ormai sono ruderi ma in cima al colle, vicino alla sorgente del Bucine, uno di questi mulini è rimasto intanto perchè è rimasto funzionante fino agli anni sessanta del ventesimo secolo.
    Notizie tratte liberamente dal sito: http://tusciainfabula.it/nature-sport/parco-di-turona/ ]



  4. Un cenno sulla storia di Montefiascone:    ->>> Back

    [ Le radici del toponimo Monte Fiascone (dove "monte" è probabilmente dovuto alla natura collinare dell’abitato) sono forse da far risalire al latino "mons faliscorum", con riferimento ai falisci, i quali sarebbero approdati nell’area dopo la distruzione dei vari centri dell’"ager faliscus" ad opera dei romani.   Molto meno probabile l’ipotesi per la quale il nome della cittadina deriverebbe da "mons phisconis", dal nome di una popolazione di origine greca.   Al periodo etrusco risalgono due aree templari sacre, rispettivamente nella localitÓ di Cornos (in riva al lago e chiamata dai locali anche Cornosse) e alla Rocca.   Tracce di civiltà più antiche sono state rinvenute tra Montefiascone e Viterbo, più precisamente nella zona del Rinaldone, sede della civiltà eneolitica.   Montefiascone conobbe migliori fortune nel periodo romano, grazie ad un efficiente sistema viario (un esempio è la via Cassia, costruita tra il 170 e il 150 a.C.), facilitato proprio dalla carenza di fenomeni urbani rilevanti da parte degli etruschi.   Alcuni ritrovamenti nella zona della Basilica di San Flaviano farebbero pensare che il nucleo iniziale romano si trovasse proprio in questa area.   Sono stati ritrovate tracce di mausolei, necropoli e numerose lapidi.   Sembra che Montefiascone (col nome di "Mons flaconis") inizi a comparire nei documenti ufficiali a partire dall’anno 853, quando Leone IV conferma al vescovo di Tuscania, Virobono, i possedimenti della diocesi, alla quale il territorio della cittadina apparteneva.   Abbiamo così notizie del convento di San Pietro "in Vico pergulata", delle scomparse chiese di Santa Maria e Sant’Agnese, di cui rimangono le tracce di fondazioni, della chiesa di San Pancrazio in Nocerina e di Sant’Andrea, inizialmente posta all’interno delle mura cittadine.   Nel medioevo il centro, insieme con la sua piccola fortezza, inizia ad avere importanza strategica.   Nel 1058 vi si reca il papa Stefano IX e, nel 1065, l’esercito della contessa Matilde.   Il 15 giugno 1074 Papa Gregorio VII incontra la stessa contessa Matilde e la madre Beatrice, sue preziose alleate, a San Flaviano.   La fortezza viene messa sotto assedio nel 1093 da Enrico IV, ma i conti Farnese, Aldobrandini e di Bisenzio la difendono energicamente.   Nel 1111, Enrico V e la sua corte passano per Montefiascone, diretti a Roma per la consacrazione papale del sovrano: secondo la leggenda, Johannes Defuk sarebbe proprio al suo seguito quando viene "conquistato" dalla bontà del vino locale.   Successivamente, anche l’imperatore Federico Barbarossa si reca a Montefiascone (1185), consapevole dell’importanza strategica della fortezza.
    Notizie tratte liberamente dal sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Montefiascone ]

 
 


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