Raduno I.S.M. al Gran Sasso   27-28-29/6/2003

(La cronaca del raduno al Gran Sasso degli aderenti al news group -It.Sport.Montagna-
Uno scambio d’esperienza durante arrampicate, ferrate, escursioni... in amicizia ed allegria)

di Enea Fiorentini


Le premesse:

Per anni avevamo cercato di convincere gli amici romani e poi quelli di tutta Italia (che dialogano con noi attraverso il News Group ISM - It.Sport.Montagna - su Internet) di effettuare un Raduno nazionale di appassionati della montagna al Gran Sasso in Abruzzo.
Già da tempo erano stati organizzati altri Raduni ISM nazionali e regionali in diverse zone italiane del Nord, ma non eravamo mai riusciti a far scendere un certo numero di amici in Centro Italia.
Finalmente, dopo vari tentativi andati a vuoto e con l’aiuto di nuove persone entrate nel gruppo degli aderenti "romani" di ISM, si è incominciato a discutere su basi più concrete.
La prima proposta di Raduno al Gran Sasso fu così pubblicata sul sito ISM (e comunicata sul NG) nella seconda parte del 2002 e la data prevista fu decisa per metà ottobre.

Ma l’arrivo di una stagione piovosa e nevosa anticipata rispetto alle previsioni, ci ha obbligato ad un rinvio.

Dopo qualche considerazione tra noi, ecco emergere la seconda data: il week-end di fine giugno 2003.   Una data strategica nelle nostre intenzioni:
- perchè collocata in un periodo in cui era prevista una sensibile diminuzione del livello di neve (molto alto fino a maggio);
- perchè scelta in un periodo di inizio estate (non ancora caldo... -sic-) che precedeva il periodo delle vacanze, quando anche tra gli aderenti di ISM scatta il fuggi-fuggi per le spiagge e per gli altri luoghi di villeggiatura.

La data sembrava azzeccata e quindi si diede fiato alle trombe.

Buzz, con la sua ormai nota bravura, ripubblica sul sito ISM il nuovo calendario con tutte le notizie logistiche (per arrivare e per alloggiare a Prati di Tivo o nei paraggi) e le proposte di escursioni, ferrate, arrampicate, ecc...

Al Gran Sasso non mancano cerco le possibilità di soddisfare ogni esigenza..

Poi inizia un periodo caldissimo che scioglie gli alti strati di neve a vista d’occhio...
Su sollecitazione di Buzz, vado il 6 giugno in cima alla Vetta Occidentale del Corno Grande (2912 m) per sostituire il libro di vetta e mi rendo conto che la neve è ormai quasi tutta sciolta; solo pochi canali riescono a contenerne ancora un buon livello.
A fatica riusciamo a seguire tracce di neve nel canale della "Via Direttissima", per arrivare in vetta.

A inizio giugno, la situazione meteo sul Gran Sasso diventa instabile.
Tutta la zona è avvolta da un tempo sereno e caldo per tutta la mattinata poi, nel primo pomeriggio, iniziano temporali che scaricano pioggia e grandine per circa due ore.

Dopo il 15 giugno, ritorna un periodo di stabilità che dura l’intera giornata.
Meno male pensiamo noi, stavolta riusciamo a fare il Raduno offrendo la possibilità di ammirare il meglio dei panorami che ci sono qua...

--- ooo O ooo ---

Venerdì 27 giugno 2003:

Le notizie meteo del Centro Italia non ci lasciano tranquilli.
Le previsioni non sono buone e sono previsti temporali pomeridiani nel Centro Italia e in particolar modo sui rilievi.   Dire "rilievi" per il Centro Italia, significa dire sicuramente "Gran Sasso".

Molti aderenti di ISM rinunciano a partecipare al Raduno...

Mentre viaggiamo in auto in direzione di Prati di Tivo, io, Andrea62 e Norbert ci abbandoniamo a strane elucubrazioni:
<Sta a vedere che, dopo molti rinvii e un anno di attesa, rischiamo di avere un tempo schifoso!>.
<Beh! giocare a carte a 2000 metri sotto la pioggia non è divertente per noi, pensa cosa diranno quelli che vengono da luoghi distanti, se non sarà possibile arrampicare o fare escursioni?!>.
<Una cosa per volta!> è la conclusione, <Intanto cominciamo a scappare dal caldo e ad avvicinarci il più presto possibile alla montagna...>.

Arriviamo nel tardo pomeriggio in zona, lasciamo un po’ di bagagli a Fano Adriano dove io e Norbert abbiamo trovato un posto per le 2 notti e poi saliamo a Prati di Tivo accompagnando Andrea62 al Rif. delle Guide (lui ha trovato posto lì).
Poi raggiungiamo il Piazzale della seggiovia (chiamato "Campo Base" da Buzz) e, poco distante dalla stazione di partenza, incontriamo il primo gruppo di partecipanti al Raduno (AlloFull, Buzz, JB, Kluge, Ragnux, Uliano) che ci hanno anticipato di un giorno per poter arrampicare in santa pace sulle belle placche delle Spalle del Corno Piccolo.
Alcuni li conosciamo già da tempo (Buzz, Kluge), con gli altri (AlloFull, JB, Ragnux, Uliano) ci presentiamo e facciamo presto ad abbinare i volti ai nick names già conosciuti sul NG.
Hanno appena finito di mangiare (o quasi) e ci uniamo ai loro brindisi facendo una gradita conoscenza con la collezione di vini di AlloFull (vediamo la sua Panda stracolma di scatoloni contenenti bottiglie di vino di vari vitigni).
Si chiacchiera e si familiarizza tra un bicchiere ed un altro.

  I primi radunanti di venerdì 27-06-03 a Prati di Tivo.
Da sinistra: Ragnux, conoscente di Enea, Enea,
Andrea62, Norbert, Buzz, Uliano, AlloFull, Kluge
(30720 bytes)  

Si attendono nuovi gruppi in arrivo da altre zone e, contattati tramite cellulare, sappiamo che molti sono alle prese con il traffico autostradale dell’A1 o dell’A14 sulla direttrice adriatica.
Guidati da Mapan, un altro gruppo di escursionisti romani (Fabio, Francesca, Greg, Katsuya-Uesugi, S-Mack) arriverà in zona sabato mattina.

Ho voglia di arrampicare e mi accordo con Buzz e Kluge.
<Si vedrà domani quali gruppi formare e quali vie salire, quando arriveranno anche gli altri> dice Buzz, e io rispondo: <OK, vorrei venire con voi ma su vie facili, mi voglio divertire e non soffrire troppo...>.

Andrea62 e Norbert sono escursionisti e concordano di aggregarsi al gruppo dei "camminatori" per le escursioni del sabato.
Concordiamo con Buzz e Kluge di organizzare la cena conviviale di sabato alla Trattoria "7F" di Fano Adriano (dove siamo alloggiati io e Norbert) poichè è ritenuta "buona" da Kluge che la conosce da tempo.
Nel frattempo arriva Zyon/Stefania e subito viene festeggiata dai "radunanti" presenti sul piazzale.

Ormai si è fatto tardi e, dopo un "veloce" caffè al bar, decidiamo di scendere a Fano per la notte.
Arrivati alla Trattoria, avvisiamo la padrona che sabato sera saremo in molti a cena.
<Quanti siete?> chiede la signora...
<Ma, non so, molte persone stanno ancora arrivando...   Forse saremo tra 20 e 30 persone!  Saremo più sicuri domani!>  rispondiamo...
<Mi raccomando> prosegue la signora <comunicatemi il numero preciso entro mezzogiorno!   Ci sono anche altri ospiti a cena!   Volete cenare all’interno o all’esterno, sotto la veranda?>.
<Beh! signora..> concludiamo <se non piove è meglio fuori...  con questo caldo..>.

Anche se Fano Adriano si trova a 750 m slm, la temperatura è ancora elevata.
Si va malvolentieri a letto..

--- ooo O ooo ---

Sabato 28 giugno 2003:

Sveglia alle ore 6,45.
Veloci preparativi sui materiali e zaino (il più è già pronto dalla sera prima); poi alle ore 7,30 si riparte in auto per salire a Prati di Tivo (1450 m slm). Il versante Nord
del Corno Piccolo,
in basso Pietracamela.
(25191 bytes - foto Enea)
 Lungo la strada che unisce Fano Adriano a Prati di Tivo, scatto una fotografia al gruppo del Corno Piccolo che offre uno spettacolo eccezionale delle sue rocce, in questa mattinata limpida.
A pochi minuti dalle ore 8 arriviamo sul piazzale di Prati e troviamo già molte persone pronte.
Ne incontriamo altre al Bar "La Gran Baita" intente a far colazione.
Ci uniamo al gruppo e procediamo con le nuove presentazioni.
Conosciamo così le persone arrivate qui durante la notte: Giovanni e Giuli/Heidi (i Topocani), sERE, Tommy (il "re" del Carega), Elena (famosa come la Gatta).
Incontriamo Gian-luca (un altro aderente a ISM che sarà con noi solo nelle escursioni di oggi) che si unisce a Elena, Norbert, Andrea62 e agli escursionisti romani, in parte già arrivati a Prati di Tivo, per effettuare la salita alla Vetta Occidentale del Corno Grande (2912 m).

<Allora che facciamo?> chiedo a Kluge.
<Andiamo sulle pareti della 2° Spalla del Corno Piccolo> mi risponde <un gruppo salirà la "Via del Vecchiaccio" e un altro "Cavallo Pazzo", mentre Buzz, Uli e AlloFull vanno ad esplorare vie sulla 1° Spalla>.
Presto si decidono le cordate del Corno Piccolo.
Sulla Via del Vecchiaccio andremo Kluge ed io, Giovanni e Giuli, Tommy e sERE.
Su Cavallo Pazzo saliranno JB, Ragnux e Zyon.

Nei pressi della seggiovia, io e Kluge controlliamo la ferraglia che utilizzeremo in arrampicata.   Rinuncio a parecchio materiale e lo lascio in auto.   Scegliamo quello di Kluge, un po’ di cibo, qualche ricambio e poi mettiamo il tutto in un solo zaino: il mio.   Aggiungiamo le imbracature, le scarpette di arrampicata, il casco e lo zaino è di nuovo pieno e pesante: assomiglia ad un bel bambinello "grasso".   Lo porterò io fino all’attacco della Via mentre Kluge porterà le due corde.

Si parte in seggiovia da Prati e raggiungiamo la zona della Madonnina, sulla cresta dell’Arapietra (2015 m), dopo circa un quarto d’ora.
Imbocchiamo il sentiero attrezzato Pier Paolo Ventricini che contorna, in leggera salita, tutto il versante Nord del Corno Piccolo.
All’altezza del crestone che separa il Vallone dell’Inferno dal Canale del Tesoro Nascosto, proprio di fronte alla parete Nord della 2° Spalla, scendiamo nel ripido canale aiutandoci con qualche corda fissa. Discesa nel Canale
del Tesoro Nascosto
(67631 bytes - foto Tommy)
 Poi risaliamo, su scalette metalliche, un canale sulla 2° Spalla che ci porta alla Forcella del Belvedere (2230 m) proprio in faccia al bellissimo versante sud-ovest della stessa 2° Spalla.
Sono carico come un somaro e arrivo alla Forcella buon ultimo del gruppetto.
Ci cambiamo le magliette sudate e iniziamo i preparativi per l’arrampicata.

Vedo con piacere lo zaino svuotarsi di ferraglie ed attrezzi vari... ma l’allegria dura poco, poichè viene velocemente riempito con i nostri pile, scarponi, ecc.. La parete sud-ovest
della 2° Spalla
del Corno Piccolo
(36019 bytes - foto Tommy)
 Io e Kluge (ma anche le altre cordate che ci seguiranno), abbiamo deciso di arrampicare trasportando lo zaino con noi poichè scenderemo sul versante nord della Spalla lungo il Canale Bonacossa che ci riporterà sui prati ai piedi della 2° Spalla.
Partiamo io e Kluge sul "Vecchiaccio".
Io salirò i primi due tiri da primo (senza zaino) e Kluge proseguirà da primo sugli altri tre tiri (più difficili), ma io porterò lo stramaledetto zaino pesante fino in cima.
Così, ho la possibilità di godermi i primi tiri su questa bellissima Via del Vecchiaccio, una Via "storica" su placche con roccia ottima, aperta nel 1977 da famosi arrampicatori romani (Pier Luigi Bini, Massimo Marcheggiani e Vito Plumari - il vecchiaccio -, compagno assiduo di Bini). Prime cordate sulle
Vie del Vecchiaccio e 
del Cavallo Pazzo sulla
parete sud-ovest della
2° Spalla del Corno Piccolo
(31381 bytes - foto Tommy)
 Il tiro "originale" di uscita di questa Via, aperto con poche protezioni e lasciato così come è stato salito, venne considerato per molti anni il tiro più difficile del Gran Sasso...

Poi cambiarono i tempi e i rocciatori..

Ma rimane sempre una bella Via...

Arrivo alla sosta del secondo tiro e recupero Kluge..   Che arriva sbuffando con addosso lo zaino...
Stiamo salendo quasi paralleli agli amici che sono impegnati su Cavallo Pazzo e non posso evitare di fotografare Ragnux che sale da "primo" e JB e Zyon fermi alla sosta.. Zyon e JB fermi in sosta
su Cavallo Pazzo
(36898 bytes - foto Enea)   Ragnux impegnato
su Cavallo Pazzo
(19061 bytes - foto Enea)
 

Fine della cuccagna!!

Kluge parte da primo sui restanti tiri (su favolose placche e traversi) ed io lo seguo con "il morto" sulle spalle.
Le altre due cordate ci seguono e si radunano alle soste con noi.
Cerchiamo di essere veloci e di ripartire subito, non c’è molto spazio in sosta e non ci si può fermare in tre-quattro persone, con corde ammucchiate, zaini, ecc...
Sulla fessura obliqua con strapiombetto che chiude il penultimo tiro, prima della sosta dove mi attende Kluge, trovo duro e sbuffo come un mantice per controbilanciare lo zaino, che mi tira indietro, mentre sono impegnato in un passaggio delicato.
Poi c’è da superare l’ultimo tiro su una placca verticale che termina sotto un tetto, oggi molto addomesticata dai chiodi e dai buchetti nella roccia. Enea in cima
alla 2° Spalla
(27999 bytes - foto Tommy)   Rocciatori sulla 1° Spalla,
tra cui AlloFull, Buzz e Uliano
nel grande diedro in alto.
(24190 bytes - foto Enea)   Rocciatori sulla 1° Spalla,
tra cui AlloFull, Buzz e Uliano
nel grande diedro in alto.
(42702 bytes - foto Enea)
 In breve sono fuori ed emergo dalla parete, salgo sulla cima della 2° Spalla (2385 m) e raggiungo Kluge.   Ci scambiamo una stretta di mano e pacche sulle spalle.

Di fronte a noi sulle pareti della 1° Spalla molte cordate sono in piena attività.


Scorgiamo AlloFull, Buzz e Uliano nella parte alta della loro Via, impegnati nel superamento di un lungo diedro.
Ci sbracciamo e ci scambiamo grandi saluti.

Poi mi tolgo lo zaino, il casco e la maglietta sudata e mi concedo una bevuta d’acqua. Giuli & Kluge recuperano
gli altri arrampicatori
(34733 bytes - foto Enea)
 

La cordata di Ragnux-Zyon-JB, che ha deciso di salire "Cavallo Pazzo" senza zaini, è ormai in cima e si appresta a scendere in doppia per recuperare le loro cose lasciate alla Forcella.
Io e Kluge attendiamo qui in cima alla 2° Spalla, in pieno sole, l’uscita delle altre cordate che hanno salito il "Vecchiaccio".
A poco a poco emergono dalle placche Giuli, Giovanni, sERE e Tommy. Kluge dà una mano!
Complimenti alle donne che hanno tirato da prime per buona parte della salita!!
Grandi festeggiamenti in vetta!!
Sono tutti contenti di aver salito questa Via, la qualità della via e della roccia li ha impegnati e li ha anche divertiti... Giovanni in uscita
dalla Via del Vecchiaccio
(41635 bytes - foto Enea)   sERE in uscita dalla
Via del Vecchiaccio
(34429 bytes - foto Enea)
 
Raccogliamo le corde e rifacciamo gli zaini.. e ci facciamo una bella foto con autoscatto con la macchina fotografica di Tommy, sulla vetta della 2° Spalla.

sERE in uscita dalla
Via del Vecchiaccio
(38392 bytes - foto Enea)   Tommy in vetta alla 2° Spalla, dopo
l’uscita dalla Via del Vecchiaccio
(41428 bytes - foto Enea)   Il gruppo del -Vecchiaccio-
in vetta alla 2° Spalla
In alto da sinistra: Enea, Giovanni
In basso da sinistra: Tommy, Giuli, Kluge, sERE
(44378 bytes - foto Tommy)  

Poi raggiungiamo la Forcella Bonacossa e iniziamo la discesa, slegati, nell’omonimo Canale Bonacossa con direzione Nord. Tommy e Kluge nel
Canale Bonacossa
(48271 bytes - foto Enea)
 Ci districhiamo nel canale, calandoci tra saltini e paretine di roccia liscia e poi finalmente raggiungiamo una zona prativa al di là del Vallone dell’Inferno, appena sopra il sentiero Ventricini (2150 m). Verso la Forcella Bonacossa,
l’inizio del Canale Bonacossa e una
parte della 1° Spalla - parete ovest
(30529 bytes - foto Enea)   Giovanni, sERE e Giuli
nel Canale Bonacossa
(34564 bytes - foto Enea)
 Qui ci fermiamo un po’ e ci togliamo la ferraglia di dosso, la sistemiamo nello zaino che ridiventa delle dimensioni (enormi) della mattina.

Cambio del trasporto dello zaino tra me e Kluge da qui alla seggiovia..
A lui tocca la "bestia" a me le corde..


Dopo la sosta, ci tocca ancora uno strappo per arrivare alla stazione "alta" della seggiovia.
Brontolii tra le nuvole che si stanno addensando sulle cime ci consigliano di affrettarci. La 2° Spalla tra le nuvole e, a
sinistra, il Canale Bonacossa
(11866 bytes - foto Enea)

Diamo un ultimo sguardo alla 2° Spalla che si sta nascondendo tra le nuvole.
Quindi, via di corsa per non perdere l’ultimo passaggio in seggiovia ma soprattutto per non prendere acqua.

Siamo fortunati!   Solo poche gocce ci colpiscono mentre scendiamo soddisfatti a Prati di Tivo.

Un pensiero va agli amici (escursionisti e rocciatori) che sono ancora impegnati in montagna...
Prenderanno acqua??
Molta??
Riusciranno a raggiungere la seggiovia prima della sua chiusura o toccherà loro scendere a piedi per altri 500 metri fino a Prati di Tivo?

Per noi, la giornata è stata remunerativa..
Sicuramente lo è stata per me..
E poi il "Vecchiaccio" è sempre una bella salita e la compagnia oltremodo simpatica..

Troviamo gli altri (rocciatori ed escursionisti) già sul piazzale.
Mancano solo JB, Ragnux e Zyon che hanno dovuto scendere in doppia e fare un percorso di discesa più lungo del nostro.
Gli escursionisti Andrea62, Elena, Gian_Luca, Norbert, Mapan e gli altri romani: Fabio, Francesca, Greg, Katsuya-Uesugi, S-Mack, ci raccontano che hanno preso un po’ d’acqua nella discesa del Vallone delle Cornacchie ma niente di particolare e che la loro salita alla Vetta Occidentale del Corno Grande è stata effettuata con successo.

Hanno lasciato tanti ... commenti... sul nostro libro di vetta!!
Bene!

In conclusione, è stata una bella giornata che ci ha visto impegnati su molti fronti! Una parte del gruppo a tavola al Bar
-Lo Chalet- di Prati di Tivo: da sinistra,
in senso orario, Giuli, Giovanni, sERE,
Booo, Elena, Tommy, Norbert, Kluge
(73514 bytes - foto Enea)

Ci raduniamo al Bar "Lo Chalet" che si affaccia sul piazzale di Prati e ordiniamo da bere e da mangiare.  Qui incontriamo Booo (un altro aderente al NG ISM) e Elena e Norbert, reduci dalla loro escursione al Corno Grande e tutti si uniscono alla tavolata.   Facciamo fuori birre, arrosticini, e "ventricine" (insaccati piccanti) e arrivano finalmente anche i tre ritardatari (JB, Ragnux, Zyon) che si aggiungono a noi nello spuntino.
Buoni ultimi arrivano Buzz,Uli e Allofull che ci raccontano le avventure sulla loro via.

Poco prima è arrivata anche Eleonora/ELE direttamente da Pisa con la sua auto che diverrà anche il suo letto per la notte del sabato.

Ci rilassiamo e ci dedichiamo alle battute sulle cose buffe della giornata: sul nostro zaino, sui traversi su cliff di Buzz alla 1° Spalla, sulla discesa in doppia del trio di "Cavallo Pazzo", all’inizio inventata.

Ci diamo appuntamento per la cena a Fano e ci dividiamo.
Alla Trattoria "7F", finalmente mi posso fare una doccia e cambiare.
Poi, piccolo relax sulla veranda della Trattoria, in attesa dell’arrivo del gruppo.

Alla Trattoria c’è movimento.
Stanno preparando i nostri tavoli sotto la veranda..
Meno male che la serata è tiepida e non piove.
Staremo molto bene all’aperto...

La Trattoria "7F" di Fano Adriano, che possiede anche qualche camera per la notte, offre una buona disponibilità per la cena e ha una buona fama per la qualità del cibo, in particolare per i salumi, come abbiamo scoperto dopo cena parlando di cinghiali e di maiali con il proprietario-cuoco-cacciatore-allevatore. La Trattoria -7F-
di Fano Adriano che ha
ospitato il gruppo a cena
(29018 bytes - foto Enea)

Lo strano nome della Trattoria "7F" deriva da un "detto" popolare locale e significa:
"Furono Forti Fanesi, Fatevi Forti Figli Fanesi".

Alle ore 20 arriva tutto il gruppo.
Siamo in 25, alcuni se ne sono andati dopo l’escursione della giornata ma si sono aggiunti due forti arrampicatori (Pantaleo e Nicola), amici di Kluge e la tavolata è ben assortita. Il gruppo a cena alla Trattoria -7F-
Si intravedono da sinistra, in senso orario:
Andrea62, Greg, Pantaleo, Kluge, poi poco
visibili: Eleonora, JB, Zyon, Ragnux.
Sull’altro lato del tavolo, Nicola, S-Mack,
Francesca, Fabio 
(35978 bytes - foto Enea)   Il gruppo a cena alla Trattoria -7F-
Si intravedono da sinistra, in senso orario:
Giuli, Tommy, AlloFull, Elena, Uliano, Booo.
Sull’altro lato del tavolo: Kluge, Eleonora, JB
(35374 bytes - foto Enea)
Si beve vino rosso in attesa che ci servano i primi piatti.
Ne approfitto per scattare qualche foto della tavolata ma, con la macchinetta fotografica che ho, non riesco a fotografare tutti!!
Mi scuso con coloro che non ho "immortalato"...   Sarà fatto durante una prossima cena tra "niusgruppari"!! :-))
Nel frattempo, si chiacchiera del più e del meno, miglioriamo la nostra conoscenza e decidiamo il programma per domenica.
Si inizia finalmente a mangiare e tutte le portate vengono "spazzolate" rapidamente.

Ci sentiamo molto bene!
Specialmente dopo aver assaggiato i vari "ammazzacaffè" offerti dalla casa (grappa, amaro "Gran Sasso", ecc..)   :-p
Domani sarà un altro grande giorno di montagna!...

--- ooo O ooo ---

Domenica 29 giugno 2003:

Ancora sveglia alle ore 6,45.
Io e Norbert lasciamo definitamente la Trattoria "7F" di Fano Adriano e ritorniamo a Prati di Tivo.
Anche oggi ci sono diversi gruppetti che si dedicano a varie attività:
- alcuni si stanno preparando per tornare ad arrampicare alla 1° Spalla;
- altri hanno deciso di andare ad arrampicare alla palestra di roccia di Pietracamela;
- altri ancora hanno deciso di darsi all’escursionismo.
Io, Andrea62 e Norbert vogliamo salire in cima al Corno Piccolo (2655 m) per la Ferrata Danesi e quindi, dopo il solito passaggio in seggiovia, iniziamo la salita del Vallone delle Cornacchie, verso il rif. Franchetti (2433 m) e la Sella dei Due Corni (2547 m).

Uliano e Tommy partono per la Vetta Occidentale del Corno Grande e ci superano velocemente sul sentiero, facendo a gara a chi arriva prima al rif. Franchetti e poi in vetta.
Li raggiungiamo al rifugio, prima di dividerci, e scopriamo Tommy mentre fa il pieno di... carburante... prima dell’ultimo slancio verso la vetta. Tommy al rif. Franchetti
(40057 bytes - foto Enea)    Norbert, Enea, Uliano
al rif. Franchetti
(73789 bytes - foto Andrea62)
Il gruppo degli escursionisti romani, guidati da Mapan ha deciso di raggiungere la vetta del Corno Piccolo salendo per la Via Normale Nord.
Con loro ci incontreremo in vetta.

Norbert ci accompagna fino alla Sella dei Due Corni, poi decide di attenderci al rifugio.

Io e Andrea62 scendiamo nel Vallone dei Ginepri passando accanto alle Fiamme di Pietra, raggiungiamo l’attacco della Via Ferrata Danesi (2460 m circa) e ne iniziamo la salita. Le guglie della Torre Cichetti
salendo sulla Via Ferrata Danesi
(34480 bytes - foto Enea)   Le creste del Corno Piccolo
viste dal versante Est
(28730 bytes - foto Enea)

Per me, queste sono pareti conosciute, amiche, su cui ho arrampicato molte volte: la Punta dei Due, i Diedri Lucchesi, il Campanile Livia, la Torre Aquila e la Torre Cichetti, ecc..
Per Andrea62 è tutta una novità... in mezzo a queste guglie...
Sottopassiamo per primi il grande sassone incastrato sotto la Torre Cichetti, togliendoci lo zaino e spingendolo avanti nel "buco" prima di passare noi.
Continuiamo veloci la salita su scalette e su tratti protetti da corde d’acciaio, cercando di non farci raggiungere (e superare) da una "lunga" fila di persone che ci seguono e che vanno più lentamente, soprattutto nei passaggi più esposti.
Raggiunta la cresta, proseguiamo verso Est passando attraverso vari roccioni e raggiungiamo felicemente la vetta del Corno Piccolo (2655 m). La vetta del Corno Piccolo
vista dalle ultime creste
sulla Via Ferrata Danesi
(14624 bytes - foto Enea)   Enea in vetta
al Corno Piccolo
(31832 bytes - foto Andrea62)

Ci godiamo la nostra conquista in perfetta solitudine ammirando uno splendido panorama verso le Spalle, verso il Corno Grande ed il rif. Franchetti.
Scattiamo qualche foto e scriviamo due righe di saluto su un piccolo foglio che sistemiamo all’interno della scatola posta sotto la croce di vetta.

Riusciamo a mangiare qualcosa prima dell’arrivo della massa. Andrea62 in vetta
al Corno Piccolo
(37336 bytes - foto Enea)   Enea in vetta
al Corno Piccolo
(33442 bytes - foto Andrea62)

Ci accingiamo a scendere e ci dirigiamo verso la cresta nord che congiunge il Corno Piccolo alla vetta della 1° Spalla e qui incontriamo Mapan e i suoi amici che sono ormai in vista della vetta.

Ci scambiamo i saluti e le congratulazioni.
Poi continuiamo la discesa fino alla 1° Spalla e più precisamente fino all’intaglio che indica l’inizio della Via Normale Sud del Corno Piccolo. Il crestone nord del
Corno Piccolo con l’innesto
alla vetta della 1° Spalla
(35816 bytes - foto Enea)   Mapan e il suo gruppo di escursionisti arrivano
in vetta al Corno Piccolo insieme con un
altro gruppo proveniente dalla Ferrata Danesi
(23211 bytes - foto Enea)

Scendiamo, sottopassiamo un altro masso e proseguiamo la discesa sul versante sud-ovest del monte fino a raggiungere la base delle rocce e quindi il sentiero attrezzato P.P.Ventricini alla quota di circa 2400 metri.
Su questo sentiero, chiudiamo il cerchio della nostra escursione tornando all’attacco della Via Ferrata Danesi e risaliamo lungo il ripido pendìo che ci riporta alla Sella dei Due Corni. Andrea62 alla Sella dei Due Corni
con alle spalle la Punta dei Due,
prima cima delle Fiamme di Pietra
(36461 bytes - foto Enea)   Le Fiamme di Pietra del Corno Piccolo, dalla
Sella dei Due Corni, con la Punta dei Due, i
Diedri Lucchesi e il Campanile Livia sullo sfondo
(36542 bytes - foto Tommy)

Scendiamo nel versante del Vallone delle Cornacchie e raggiungiamo il rif. Franchetti.
Cerchiamo inutilmente Norbert e poi, tramite cellulare, scopriamo che è già sceso.
Allora, io e Andrea62 ci lanciamo in una specie di corsa in discesa lungo il Vallone delle Cornacchie e raggiungiamo il Passo delle Scalette (2100 m) e quindi la stazione alta della seggiovia nella zona della Madonnina (2015 m) in 25 minuti: un discreto exploit.
Ultimo passaggio in seggiovia e torniamo a Prati di Tivo.
Qui ritroviamo Norbert in compagnia di una parte di amici che hanno completato il loro "impegno".

Molti sono ancora in montagna. Panorama sulle cime del Corno Grande
con l’Anticima Nord della Vetta Orientale
a sinistra e il Vallone delle Cornacchie
(23359 bytes - foto Enea)

Si avvicina la sera e allora facciamo un ultimo brindisi al bar "Lo Chalet" di Prati di Tivo insieme con chi incontriamo e lasciamo un saluto per gli altri che si trovano ancora sulle rocce e sui sentieri del Gran Sasso.

Sul piazzale ho ancora un piacevole incontro con Leonardo e Renato che stanchi e sudati, in compagnia di Ettore padre di Renato, sono di ritorno da una lunga escursione in Val Maone.   Leonardo e Renato sono due allievi del nostro Corso G.M. di arrampicata sportiva che però non disdegnano le grandi camminate.
Mi fa piacere incontrarli anche in veste di escursionisti!!
Vuol dire che la mia semina (cioè l’amore per la montagna in tutti i suoi aspetti) ha prodotto qualcosa!! :-))   Li saluto calorosamente, dando loro l’appuntamento per le prossime uscite!!

Poi ripartiamo per Roma dove ci dividiamo a nostra volta all’EUR, salutando Andrea62 e augurandogli un buon ritorno a Monza.


Qui termina la nostra avventura ed anche questa cronaca!

Sperando che il Raduno al Gran Sasso abbia soddisfatto i partecipanti e sperando che abbia lasciato in tutti un "buon ricordo", invio anche da queste righe un Grazie ed un grande Arrivederci.. al prossimo Raduno ISM.. oppure anche prima se volete!!

Ciao Amici!!

 Enea Fiorentini
 <Cronaca del Raduno ISM al Gran Sasso del 27-28-29/6/2003>
 (Note scritte a Roma, il 13/7/2003)


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Aggiornamento - 21/02/2011