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Ed eccomi pronto allappuntamento sulla strada di Avigliana il 17/8/1999 alle ore
5,30 di mattina, mentre sono raccolto dagli amici della GM di Torino, di Pinerolo e di Modena con alcuni presidenti sezionali,
per raggiungere labbazia di Novalesa in tempo utile per la cerimonia.
Labbazia benedettina, che trasuda storia antica dalle sue vecchie mura e lapidi, è situata in una fresca radura
attorniata da verdi boschi, circondata da una corona solenne di alti monti. Come indicato sulla nuova guida GM, riporto che:
«... Dedicata ai santi Pietro ed Andrea, essa venne fondata nel 726 da Abbone, aristocratico gallo-romano e affidata ai benedettini.
Fu avamposto Franco al confine, durante la dominazione Longobarda e il suo massimo splendore fu allepoca di Carlo
Magno, quando con 500 monaci, costituiva un centro di potere e di cultura di indiscussa autorità...»
Sul sagrato della chiesa, un centinaio di persone sono già in attesa e, una parte di queste, sta preparando zaini e calzando
scarponi per la lunga camminata che ci aspetta.
Sono pervenute qui da molti luoghi dItalia, per essere fedeli ad una promessa, fatta specialmente a se stesse.
Molti sono accompagnati da parenti e amici, che presenzieranno alla cerimonia e che poi non saranno tra i camminatori.
La cerimonia inaugurale della "Via Francigena" inizia con una messa solenne alle ore 6,15, officiata da tre sacerdoti.
A metà funzione, Piero Lanza (il Presidente Centrale della nostra Associazione) prende la parola per ricordare a
tutti i presenti il senso vero di questo "Pellegrinaggio", chiedendo la benedizione del Cielo per la buona riuscita di questo viaggio.
Immortalati da molte foto, vengono consegnati due "bastoni istoriati".
Il primo viene regalato a Pier Giorgio Pellacani, Presidente della sezione G.M. di Modena, come
riconoscimento dellAssociazione per essere stato lideatore e il promotore di questo "Sentiero del Pellegrino" della G.M.,
sul quale oggi si muovono i primi passi. Laltro viene affidato al primo Direttore di Tappa,
Pier Massimo Ponsero, perchè lo consegni ai vari Direttori che si succederanno nel cammino, fino a farlo giungere a Roma,
come segno di solidarietà e di volontà del sodalizio.
Dopo i saluti e le foto dei presenti, un folto gruppo di 40 camminatori, alle ore 7,45, dà inizio ufficiale al viaggio verso Roma.
Dallabbazia (mt.828), si raggiunge il paese di Novalesa allungato sulla vecchia statale del Moncenisio che percorre quasi centralmente
la valle Cenischia, valle laterale che si apre sulla sinistra orografica della Valle di Susa, e si comincia a scendere, inizialmente lungo piccole
strade asfaltate e poi per sentieri campestri.
Superata la frazione di S.Rocco (mt.786), si percorrono ancora sentieri fino a raggiungere la riva sinistra del torrente Cenischia,
che viene attraversato a guado.
Si prosegue la discesa della valle, lungo la riva destra del torrente per qualche km. poi, raggiunta nuovamente la strada asfaltata,
si raggiunge il centro storico di Susa (mt.501), dopo aver superato altre frazioni caratteristiche.
Si arriva così in piazza Savoia, attraverso lomonima Porta e, poco più avanti, alla cattedrale dedicata a S.Giusto.
Ci fermiamo in chiesa per un momento di raccoglimento e per ascoltare le parole di benvenuto del parroco e il racconto della storia di questa
antica cattedrale.
«...Questa chiesa fu costruita nel 1027 quando, per volere di Olderico Manfredi, sorse labbazia benedettina che ospitava
le spoglie di S.Giusto martire. Nella cattedrale è anche custodito il prezioso trittico in bronzo finemente inciso
datato 1358 che, per sciogliere un voto, fu portato da Bonifacio Rotario, sulla vetta del Rocciamelone...»
Alluscita ci attende una sorpresa: lofferta di dolci tipici di Susa, ancora caldi, da parte del Direttore di tappa,
originario di questa bella città.
Attraversiamo tutto il centro cittadino, approfittiamo di una sosta in un bar per bere un bicchiere di "Prosecco" (beh!!... ragazzi... dopo il
dolce ci sta proprio bene..), offerto dagli amici di Ivrea (ancora un grazie a Paolo..) e usciamo dalla città, riprendendo a salire sul lato
destro orografico della valle principale, seguendo inizialmente le indicazioni per Bardonecchia.
Si percorrono poi stradine asfaltate e bianche che salgono a mezza costa sempre tenendo la direzione Sud-Est verso la frazione di Meana (si sottopassa
la ferrovia nelle vicinanze della stazione FFSS di questa località).
Si toccano successivamente molte altre frazioni e borgate: Pian Barale, Grangia, Assiere (mt.864).
Da questa balconata naturale, si individuano bene le catene montuose della Valle di Susa e, proprio sopra questa città con uno sbalzo di oltre
3000 metri, emerge la gigantesca mole del Rocciamelone (mt.3538), vetta più importante della valle di Susa e tra le più suggestive del Piemonte.
Con un continuo saliscendi si raggiunge la borgata di Menolzio dove, alle ore 13,15 nelle vicinanze di una fontana di ottima acqua fresca, facciamo
la sosta pranzo.
Partiamo da questo luogo (mt.850) alle ore 14,30 e, un poco rinfrescati e rifocillati, affrontiamo la parte più impegnativa della tappa.
Risaliamo un enorme bosco di faggio, lungo un ripido sentiero che, con direzione Sud, fa guadagnare molto dislivello ma a costo di molto
dispendio di energie e di sudore.
Si tratta di una variante della GTA <Grande Traversata delle Alpi> e fa parte del SF <Sentiero dei Franchi>
che collega tutto questo lato della valle alla quota di media montagna (tra gli 800 e i 1300 metri), praticamente dalla borgata di Meana alla Sacra di S.Michele.
A fatica si esce dal bosco di faggio in una bella prateria dove sorgono diversi fabbricati dellalpe Toglie e si raggiunge la Cappella di
Toglie (mt.1435) per una meritata sosta.
Durante la risalita nella parte ripida del bosco, si sono assottigliate le chiacchere tra gli escursionisti, mentre si è sentito maggiormente il
nostro ansimare. La sosta allalpe Toglie è arrivata proprio al momento giusto.
Da qui prendiamo un bellissimo sentiero che attraversa costoni rocciosi a mezza costa, con direzione Sud-Est (verso sinistra), in mezzo ad un fitto
bosco di larici e di rare betulle, che ormai fa parte integrante del Parco Naturale Orsiera-Rocciavré.
Su un percorso veramente rilassante, raggiungiamo finalmente il Rifugio Amprimo (mt.1385), alle ore 18,00 dopo circa 10 ore di escursione di
cui 8 di marcia effettiva.
E stata una bella tappa, impegnativa ma soddisfacente.
La sistemazione in rifugio (recentemente completamente ristrutturato) è stata confortevole per tutti.
Anche per le due giovani donne francesi (una fotografa: Cathérine Henriette Olhaizenea, e una giornalista: Agnes Cattegno), "inviate speciali" di una rivista
di Parigi: "GEO", qui con noi proprio per documentarsi personalmente su questa iniziativa della "Via Francigena" della G.M.
Lo hanno fatto con professionalità e non sottraendosi allimpegno del percorso: come noi tutti hanno trasportato sulle spalle lo zaino e gli attrezzi
di lavoro (macchine fotografiche, ecc..).
Ancora un "BRAVO!" per la vostra partecipazione alla nostra marcia e un "ARRIVEDERCI" a Roma...
Sarebbe veramente bello ritrovare anche Voi alla fine del nostro Tour.. per la festa del gran "finale"..
Al rifugio, dopo esserci rinfrescati ed aver cambiato il vestiario, ci rilassiamo un po alle ultime luci della giornata, in attesa della cena.
Vedo il Presidente Centrale che viene intervistato dalla giornalista francese, con tanto di registratore aperto, e mi avvicino incuriosito.
Piero Lanza, sollecitato dalla giornalista Agnes, sta cercando di riepilogare lo spirito e le motivazioni che hanno spinto la Giovane Montagna ad affrontare
questa avventura e qui voglio ricordare una parte delle sue parole:
«...Tutta la nostra Associazione e gli organi direttivi hanno deciso di dare corpo a questa iniziativa, così impegnativa e carica di rischi, senza
un soldo di budget, ma con la sicurezza di avere la grande solidarietà e il fattivo aiuto di tutte le sezioni G.M.
In effetti, durante e dopo questi due anni di intenso lavoro, i risultati si sono visti: il <Sentiero del Pellegrino> della G.M. è stato rilevato
e documentato in una bella guida. Ed eccoci qua ad inaugurarlo ufficialmente.
Per noi questo è un bel modo di prepararci al Grande Giubileo del 2000.
E ci sembra anche un bel modo con cui la Giovane Montagna invita tutti i lettori della nostra guida ad imitarci seguendo, con il ritmo lento del passo del
"Pellegrino", questo nostro percorso alla riscoperta di una parte "sconosciuta" e "nascosta" del territorio italiano ma, soprattutto, al nostro interno per
riscoprire anche noi stessi!!...»
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Innanzitutto devo inviare un caloroso saluto e ringraziamento a tutti i Soci e amici della G.M. che hanno voluto onorare con la loro presenza e
partecipazione questa importante giornata della nostra Associazione.
Soprattutto voglio inviare un grazie a tutti coloro che hanno iniziato il lungo cammino con me e che ancora camminano sul "Sentiero" per Roma.
Ma, come giusto ricordo per la loro presenza alla cerimonia e, per alcuni, alla prima tappa, desidero di seguito ricordare i nomi delle varie
personalità del nostro Sodalizio:
Piero Lanza, Presidente Centrale della G.M. (socio della G.M. di Moncalieri);
Luciano Caprile, Vice-Presidente Centrale della G.M. (socio della G.M. di Genova) e signora;
Sandro Cogorno, Revisore dei Conti (socio della G.M. di Genova) e signora;
Cesare Zenzocchi, Presidente della G.M. di Torino (grazie ancora Cesare per lassistenza e lospitalità);
Paolo Fietta, Presidente della G.M. di Ivrea;
Silvio Crespo, Presidente della G.M. di Pinerolo;
Franco Boietto, Presidente della G.M. di Moncalieri;
Bruno Lombardo, Presidente della G.M. di Cuneo;
Pier Giorgio Pellacani, Presidente della G.M. di Modena (è lideatore e promotore dellintera iniziativa della "Via Francigena
G.M." fin dal 1996, Via che da oggi viene percorsa da noi ma, se volete, può essere seguita anche da tutti voi);
Guido Papini, socio della G.M. di Genova (è il coordinatore del tratto genovese della "Via", in pratica lideatore, il rilevatore e
il relatore delle 18 tappe assegnate alla sezione genovese);
Non era presente Federico Martignone (Presidente della G.M. di Genova, ma la sua sezione era ben rappresentata).
Tra i soci della G.M. di Moncalieri, merita una menzione speciale Elio Pistono, conosciuto come "Orso", poichè, salvo disguidi, sarà
uno dei pochi a portare a termine il nostro tragitto integralmente fino a Roma.
Inoltre voglio ringraziare Luigi Bardina (Gino), per la sua importante attività di "staffetta" con la sua auto, sempre pronto al trasporto di zaini e di persone in difficoltà, lungo
tutto il percorso. Insieme con Pier Giorgio Pellacani, mi ha aiutato a ritornare velocemente allaeroporto di Torino, per il rientro a Roma.
A tutti un arrivederci a Roma!!
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