La 1° tappa della Via Francigena della G.M.

(Breve descrizione della cerimonia ufficiale di inaugurazione della Via e della 1° Tappa)


Logo Francigena
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Finalmente il "grande" giorno è arrivato!
L’avventura oppure, se volete, la scommessa, per la quale in molti abbiamo lavorato per due anni, sta prendendo corpo e vita per davvero!   E’ quindi con un pizzico di orgoglio (per essere stato uno tra i molti) e di commozione, che oggi sono in partenza per Novalesa per partecipare alla cerimonia ufficiale di inaugurazione della "nostra Via" e, soprattutto, alla 1° Tappa di questa lunga marcia.   Successivamente, parteciperò ad altre tappe, seguendo volonterosi Direttori e poi, in altre, toccherà a me questo importante compito..
In particolare, sarò responsabile della conduzione dell’ultima Tappa (la 71°ma), quella che condurrà i marciatori all’interno di Roma, dopo circa due mesi di cammino.   Per me sarà importante perchè significherà completare idealmente l’intero percorso francigeno anche se non potrò percorrere tutte le sue tappe integralmente.

La Via dei Pellegrini, nel «Burg Vei» di Avigliana
(6402 bytes) L’abbazia di Novalesa nella penombra del mattino
(2476 bytes) L’abbazia di Novalesa nel bosco
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Ed eccomi pronto all’appuntamento sulla strada di Avigliana il 17/8/1999 alle ore 5,30 di mattina, mentre sono raccolto dagli amici della GM di Torino, di Pinerolo e di Modena con alcuni presidenti sezionali, per raggiungere l’abbazia di Novalesa in tempo utile per la cerimonia. Una via, nel Borgo Vecchio di Avigliana
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L’abbazia benedettina, che trasuda storia antica dalle sue vecchie mura e lapidi, è situata in una fresca radura attorniata da verdi boschi, circondata da una corona solenne di alti monti.   Come indicato sulla nuova guida GM, riporto che: «... Dedicata ai santi Pietro ed Andrea, essa venne fondata nel 726 da Abbone, aristocratico gallo-romano e affidata ai benedettini.   Fu avamposto Franco al confine, durante la dominazione Longobarda e il suo massimo splendore fu all’epoca di Carlo Magno, quando con 500 monaci, costituiva un centro di potere e di cultura di indiscussa autorità...».
Sul sagrato della chiesa, un centinaio di persone sono già in attesa e, una parte di queste, sta preparando zaini e calzando scarponi per la lunga camminata che ci aspetta.   Sono pervenute qui da molti luoghi d’Italia, per essere fedeli ad una promessa, fatta specialmente a se stesse. Una parte del gruppo, all’abbazia di Novalesa
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  Molti sono accompagnati da parenti e amici, che presenzieranno alla cerimonia e che poi non saranno tra i camminatori.   La cerimonia inaugurale della "Via Francigena" inizia con una messa solenne alle ore 6,15, officiata da tre sacerdoti.   A metà funzione, Piero Lanza (il Presidente Centrale della nostra Associazione) prende la parola per ricordare a tutti i presenti il senso vero di questo "Pellegrinaggio", chiedendo la benedizione del Cielo per la buona riuscita di questo viaggio.   Immortalati da molte foto, vengono consegnati due "bastoni istoriati", i Bacula. Lanza consegna il bastone a Pellacani
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Il primo viene regalato a Pier Giorgio Pellacani, Presidente della sezione G.M. di Modena, come riconoscimento dell’Associazione per essere stato l’ideatore e il promotore di questo "Sentiero del Pellegrino" della G.M., sul quale oggi si muovono i primi passi.   L’altro viene affidato al primo Direttore di Tappa, Pier Massimo Ponsero, perchè lo consegni ai vari Direttori che si succederanno nel cammino, fino a farlo giungere a Roma, come segno di solidarietà e di volontà del sodalizio.   Dopo i saluti e le foto dei presenti, un folto gruppo di 40 camminatori, alle ore 7,45, dà inizio ufficiale al viaggio verso Roma.
Dall’abbazia (mt.828), si raggiunge il paese di Novalesa allungato sulla vecchia statale del Moncenisio che percorre quasi centralmente la Valle Cenischia, valle laterale che si apre sulla sinistra orografica della Valle di Susa, e si comincia a scendere, inizialmente lungo piccole strade asfaltate e poi per sentieri campestri. Il guado del torrente Cenischia
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Superata la frazione di S. Rocco (mt.786), si percorrono ancora sentieri fino a raggiungere la riva sinistra del torrente Cenischia, che viene attraversato a guado.   Si prosegue la discesa della valle, lungo la riva destra del torrente per qualche km. poi, raggiunta nuovamente la strada asfaltata, si raggiunge il centro storico di Susa (mt.501), dopo aver superato altre frazioni caratteristiche.
Si arriva così in piazza Savoia, attraverso l’omonima Porta e, poco più avanti, alla cattedrale dedicata a S. Giusto. Il gruppo attraversa Porta Savoia a Susa
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Ci fermiamo in chiesa per un momento di raccoglimento e per ascoltare le parole di benvenuto del parroco e il racconto della storia di questa antica cattedrale.
«...Questa chiesa fu costruita nel 1027 quando, per volere di Olderico Manfredi, sorse l’abbazia benedettina che ospitava le spoglie di San Giusto martire.   Nella cattedrale è anche custodito il prezioso trittico in bronzo finemente inciso datato 1358 che, per sciogliere un voto, fu portato da Bonifacio Rotario, sulla vetta del Rocciamelone...»
All’uscita ci attende una sorpresa: l’offerta di dolci tipici di Susa, ancora caldi, da parte del Direttore di tappa, originario di questa bella città. Il trittico della cattedrale di S.Giusto a Susa
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Attraversiamo tutto il centro cittadino, approfittiamo di una sosta in un bar per bere un bicchiere di "Prosecco" (beh!!... ragazzi... dopo il dolce ci sta proprio bene..), offerto dagli amici di Ivrea (ancora un grazie a Paolo..) e usciamo dalla città, riprendendo a salire sul lato destro orografico della valle principale, seguendo inizialmente le indicazioni per Bardonecchia.
Si percorrono poi stradine asfaltate e bianche che salgono a mezza costa sempre tenendo la direzione Sud-Est verso la frazione di Meana (si sottopassa la ferrovia nelle vicinanze della stazione FFSS di questa località). In cammino nelle borgate
di mezzacosta dopo Susa
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Si toccano successivamente molte altre frazioni e borgate: Pian Barale, Grangia, Assiere (mt.864).
Da questa balconata naturale, si individuano bene le catene montuose della Valle di Susa e, proprio sopra questa città con uno sbalzo di oltre 3000 metri, emerge la gigantesca mole del Rocciamelone (mt.3538), vetta più importante della valle di Susa e tra le più suggestive del Piemonte.
Con un continuo saliscendi si raggiunge la borgata di Menolzio dove, alle ore 13,15 nelle vicinanze di una fontana di ottima acqua fresca, facciamo la sosta pranzo. Il Rocciamelone
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Partiamo da questo luogo (mt.850) alle ore 14,30 e, un poco rinfrescati e rifocillati, affrontiamo la parte più impegnativa della tappa.   Risaliamo un enorme bosco di faggio, lungo un ripido sentiero che, con direzione Sud, fa guadagnare molto dislivello ma a costo di molto dispendio di energie e di sudore.
Si tratta di una variante della GTA <Grande Traversata delle Alpi> e fa parte del SF <Sentiero dei Franchi> che collega tutto questo lato della valle alla quota di media montagna (tra gli 800 e i 1300 metri), praticamente dalla borgata di Meana alla Sacra di San Michele. Segnaletica lungo il Sentiero dei Franchi
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A fatica si esce dal bosco di faggio in una bella prateria dove sorgono diversi fabbricati dell’alpe Toglie e si raggiunge la Cappella di Toglie (mt.1435) per una meritata sosta.   Durante la risalita nella parte ripida del bosco, si sono assottigliate le chiacchere tra gli escursionisti, mentre si è sentito maggiormente il nostro ansimare.   La sosta all’alpe Toglie è arrivata proprio al momento giusto.
Da qui prendiamo un bellissimo sentiero che attraversa costoni rocciosi a mezza costa, con direzione Sud-Est (verso sinistra), in mezzo ad un fitto bosco di larici e di rare betulle, che ormai fa parte integrante del Parco Naturale Orsiera-Rocciavré. Si riparte dall’Alpe Toglie
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Su un percorso veramente rilassante, raggiungiamo finalmente il Rifugio Amprimo (mt.1385), alle ore 18,00 dopo circa 10 ore di escursione di cui 8 di marcia effettiva.
E’ stata una bella tappa, impegnativa ma soddisfacente.   La sistemazione in rifugio (recentemente completamente ristrutturato) è stata confortevole per tutti.   Anche per le due giovani donne francesi (una fotografa: Cathérine Henriette Olhaizenea, e una giornalista: Agnes Cattegno), "inviate speciali" di una rivista di Parigi: "GEO", qui con noi proprio per documentarsi personalmente su questa iniziativa della "Via Francigena" della G.M. Arrivo al rifugio Amprimo
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Lo hanno fatto con professionalità e non sottraendosi all’impegno del percorso: come noi tutti hanno trasportato sulle spalle lo zaino e gli attrezzi di lavoro (macchine fotografiche, ecc..).
Ancora un "BRAVO!" per la vostra partecipazione alla nostra marcia e un "ARRIVEDERCI" a Roma...   Sarebbe veramente bello ritrovare anche Voi alla fine del nostro Tour.. per la festa del gran "finale"...
Al rifugio, dopo esserci rinfrescati ed aver cambiato il vestiario, ci rilassiamo un po’ alle ultime luci della giornata, in attesa della cena.
Vedo il Presidente Centrale che viene intervistato dalla giornalista francese, con tanto di registratore aperto, e mi avvicino incuriosito. Cathérine: la fotografa francese
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Piero Lanza, sollecitato dalla giornalista Agnes, sta cercando di riepilogare lo spirito e le motivazioni che hanno spinto la Giovane Montagna ad affrontare questa avventura e qui voglio ricordare una parte delle sue parole:
«...Tutta la nostra Associazione e gli organi direttivi hanno deciso di dare corpo a questa iniziativa, così impegnativa e carica di rischi, senza un soldo di budget, ma con la sicurezza di avere la grande solidarietà e il fattivo aiuto di tutte le sezioni G.M.   In effetti, durante e dopo questi due anni di intenso lavoro, i risultati si sono visti:  il <Sentiero del Pellegrino> della G.M. è stato rilevato e documentato in una bella guida.   Ed eccoci qua ad inaugurarlo ufficialmente.
Per noi questo è un bel modo di prepararci al Grande Giubileo del 2000.
E ci sembra anche un bel modo con cui la Giovane Montagna invita tutti i lettori della nostra guida ad imitarci seguendo, con il ritmo lento del passo del "pellegrino", questo nostro percorso alla riscoperta di una parte "sconosciuta e nascosta" del territorio italiano ma, soprattutto, al nostro interno per riscoprire anche noi stessi!!...»


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Innanzitutto devo inviare un caloroso saluto e ringraziamento a tutti i Soci e amici della G.M. che hanno voluto onorare con la loro presenza e partecipazione questa importante giornata della nostra Associazione.   Soprattutto voglio inviare un grazie a tutti coloro che hanno iniziato il lungo cammino con me e che ancora camminano sul Sentiero per Roma.   Ma, come giusto ricordo per la loro presenza alla cerimonia e, per alcuni, alla prima tappa, desidero di seguito ricordare i nomi delle varie personalità del nostro Sodalizio:
Piero Lanza, Presidente Centrale della G.M. (socio della G.M. di Moncalieri);
Luciano Caprile, Vice-Presidente Centrale della G.M. (socio della G.M. di Genova) e signora;
Sandro Cogorno, Revisore dei Conti (socio della G.M. di Genova) e signora;
Cesare Zenzocchi, Presidente della G.M. di Torino (grazie ancora Cesare per l’assistenza e l’ospitalità);
Paolo Fietta, Presidente della G.M. di Ivrea;
Silvio Crespo, Presidente della G.M. di Pinerolo;
Franco Boietto, Presidente della G.M. di Moncalieri;
Bruno Lombardo, Presidente della G.M. di Cuneo;
Pier Giorgio Pellacani, Presidente della G.M. di Modena (è l’ideatore e promotore dell’intera iniziativa della "Via Francigena G.M." fin dal 1996, Via che da oggi viene percorsa da noi ma che, se volete, può essere seguita anche da tutti voi);
Guido Papini, socio della G.M. di Genova (è il coordinatore del tratto genovese della "Via", in pratica l’ideatore, il rilevatore e il relatore delle 18 tappe assegnate alla sezione genovese);
Non era presente Federico Martignone (Presidente della G.M. di Genova, ma la sua sezione era ben rappresentata).
Tra i soci della G.M. di Moncalieri, merita una menzione speciale Elio Pistono, conosciuto come "Orso", poichè, salvo disguidi, sarà uno dei pochi a portare a termine il nostro tragitto integralmente fino a Roma.
Inoltre voglio ringraziare Luigi Bardina (Gino), per la sua importante attività di "staffetta" con la sua auto, sempre pronto al trasporto di zaini e di persone in difficoltà, lungo tutto il percorso.   Insieme con Pier Giorgio Pellacani, mi ha aiutato a ritornare velocemente all’aeroporto di Torino, per il rientro a Roma.

A tutti un arrivederci a Roma!!

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A pagina iniziale della -Via Francigena-A pagina iniziale della -Via Francigena-

Aggiornamento - 30/11/2014