Escursione sulla Strada Romana delle Gallie
da Sarre a Saint-Pierre (Valle d’Aosta)
del 19 marzo 2026

(insieme con i partecipanti ai Corsi della Università della Terza Età di Aosta)



ESCURSIONE SULLA STRADA ROMANA DELLE GALLIE,
DA SARRE A SAINT-PIERRE (VALLE D’AOSTA)

con visita agli affreschi e alla cripta dell’antica Chiesa di Villeneuve e,
nel pomeriggio, visita al Castello di Saint-Pierre e al suo Museo di Scienze Naturali,
insieme con i partecipanti ai Corsi della Università della Terza Età di Aosta

Giovedì 19 marzo 2026
 
           NOTE VARIE:

  1. Note sulla Strada Romana delle Gallie verso il Colle del Piccolo S.Bernardo:    ->>> Back

    [ La Strada Consolare detta "delle Gallie" fu la prima opera pubblica che i Romani realizzarono in Valle d’Aosta, sostituendola ai primitivi sentieri che conducevano al di là delle Alpi.   Quest’importante arteria stradale, che solcava il territorio valdostano biforcandosi all’altezza di Aosta, costituiva un’infrastruttura indispensabile all’espansione militare e politica, e rispondeva all’esigenza di efficienti e rapidi collegamenti con la Gallia e la Germania.
    Fu proprio la posizione di Augusta Prętoria, situata in un’area di transito obbligato, alla convergenza di due importanti direttrici: la via che conduceva al valico del Piccolo San Bernardo (Alpis Graia) e quella per il valico del Gran San Bernardo (Alpis Pœnina), a determinarne l’importanza logistica e strategica.   La Via delle Gallie influì certamente sull’assetto insediativo del territorio valdostano che risulta prevalentemente organizzato lungo l’asse stradale; sull’antico tracciato, infatti, si trovavano i principali centri di fondovalle e le infrastrutture deputate a specifiche funzioni itinerarie: le "mutationes" (stazioni per il cambio delle bestie da soma) e le "mansiones" (edifici attrezzati per la sosta prolungata e il ricovero di uomini e animali).   Tutta una serie di località, inoltre, denunciano chiaramente la loro origine romana e il legame con la struttura viaria: Quart (ad quartum lapidem), Chétoz (ad sextum), Nus (ad nonum) e Diemoz (ad duodecimum), ricordano nel loro toponimo la distanza in miglia da Aosta.
    Il ramo della Strada Romana delle Gallie che si dirigeva verso ovest aveva anch’essa un’importanza strategica.
    Infatti, esso andava da Augusta Praetoria (Aosta) e si dirigeva verso il Colle del Piccolo San Bernardo (Columna Iovis) fino a Lugdunum (Lione), città fondata nel 43 a.c., dal luogotenente di Giulio Cesare: Lucio Munazio Planco, incaricato dal Senato romano, che ne tracciò i confini con un aratro, sulla collina di Fourvière (Forum Vetus).
    Fu Munazio a darle il nome di Lugdunum, "Fortezza del dio Lug", la suprema divinità dei Galli, per il sacro rispetto che avevano i romani per le altri divinità, che consideravano degne di esistere quanto le loro.   La città venne eretta probabilmente su di un precedente accampamento militare di base alla spedizione gallica di Cesare.   L’evento fu commemorato con il conio di una moneta.   I luoghi valdostani che sono stati i punti di passaggio di questa direttrice, e che ancora oggi esistono, sono:   Aosta (da Porta Decumana, Chiesa di Santa Croce - miglio 0); Tour de Chésallet (miglio 3); Sarre, Chiesa Parrocchiale (miglio 4); Saint-Pierre, Oratorio (miglio 6); Tour Colin (miglio 7); Liverogne, chiesa primitiva sede parrocchiale secondo la tradizione (miglio 11);   Cappella di Roches nei pressi della strada che porta al vecchio ponte di Avise (Avisio, miglio 12); Runaz, chiesa primitiva sede parrocchiale secondo la tradizione (miglio 13); Cappella di San Giovanni, primitiva sede parrocchiale secondo la tradizione (miglio 17); Morgex, chiesa parocchiale (Moriacium, miglio 20); Pré-Saint-Didier (Araebrigium, miglio 23); La Thuile (Tuillia Salassorum); fino al Colle del Piccolo San Bernardo (Columna Iovis, in Alpis Graia).
    Tutto ciò tenendo conto che il miglio romano terrestre corrisponde a circa 1480 metri.
    Notizie tratte liberamente dal sito:
    https://www.regione.vda.it/cultura/patrimonio/siti_archeologici/strada_gallie/default_i.aspx
    e da un testo di Patrizio Vichi di ricerca sulla distanza in miglia romane in Valle d’Aosta. ]



  2. Note su scoperte del 1888 a Pertusat sopra Sarre:    ->>> Back

    [ Parte di una lettera del curato di Sarre Thomas Lale Murix del 1888 che aveva scritto, forse al dott. Bérard, per indicare la scoperta di resti antichi tra i campi di proprietà della sua Parrocchia.

    Briques romaines ričre Le Pertusat.
    < Au nord de ce village situé à l’extrémité occidentale de Sarre, la Cure possède une propriété autrefois vacole, maintenant converti en un superbe vignoble.   Les profonds défrichements ont mis au jour des fragments de briques romaines déposées chez Mr l’Avocat Frassy (inspecteur des antiquités).
    La situation de cette propriété porterait à croire qu’elle était un jardin des romains. >

    Mattoni romani dietro Le Pertusat.
    < A nord di questo villaggio, situato al confine occidentale di Sarre, la Curia possiede una proprietà che un tempo era incolta, ora trasformata in uno splendido vigneto.   Un’ampia opera di scavo ha portato alla luce frammenti di mattoni romani, attualmente in possesso dell’avvocato Frassy (ispettore delle antichità).
    La posizione di questa proprietà suggerisce che potesse trattarsi di un giardino romano. >

    Testo tratto dal saggio di Adriana Meynet del 1° giugno 2024: "Sempre sulla stessa strada" durante il suo intervento al Castello di Sarre. ]



  3. Note sull’antica Chiesa di Santa Maria Assunta di Villeneuve:    ->>> Back

    [ I primi insediamenti:
    Gli scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Culturali della Regione Autonoma della Valle d’Aosta nella Chiesa di Santa Maria di Villeneuve hanno potuto accertare l’occupazione del sito a partire dal Neolitico finale (tra il 3500 e il 3000 a.C.).
    Reperti di epoca romana, quali un frammento di epigrafe del III secolo ed elementi architettonici di reimpiego lasciano supporre l’esistenza di un insediamento nelle immediate vicinanze della chiesa attuale.
    Il complesso paleocristiano:   Le indagini archeologiche hanno permesso di delineare la fisionomia del sito cultuale paleocristiano che si articolava in tre edifici affiancati che rientrano nella tipologia dei complessi battesimali databili cronologicamente entro il V secolo.   La struttura dei tre fabbricati evidenzia la presenza di una grande aula liturgica (" A "), di una chiesa a pianta rettangolare conclusa ad oriente da un’abside semicircolare (" B ") e di un battistero (" C ") di forma trapezoidale.   All’interno di questo locale è stata rinvenuta una vasca battesimale di forma ottagonale il cui impiego č attestato con frequenza a partire dal periodo ambrosiano nell’Italia settentrionale e nelle regioni a nord delle Alpi.
    La chiesa romanica:
    La fabbrica romanica, che si sovrappone ad una chiesa altomedievale databile tra il IX e il X secolo di cui sono state rinvenute tracce durante i lavori di scavo, è ancora facilmente leggibile in alcuni suoi elementi caratterizzanti come la facciata a salienti, le due croci di luce, il campanile, le absidi e la cripta sottostante il coro.   Risalgono a questo periodo alcuni elementi dell’arredo liturgico che documentano l’importanza dell’edificio di culto.   Si segnalano il fonte battesimale del XII-XIII secolo, costituito da un blocco monolitico sul quale sono scolpiti quattro mascheroni aggettanti dal bordo, e la cassetta reliquiario limosina attualmenmte esposta al Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta.   Questo oggetto, di fattura assai pregiata, può essere identificato con la "bella cassetta di ottone dipinta" menzionata nel verbale della visita pastorale del 1416.   Realizzata in smalto "champlevé" su rame dorato, viene datata tra 1185 e 1190 e costituisce un testimone importante di una serie di opere limosine che cartterizzarono la cultura orafa valdostana dell’ultimo XII e del primissimo XIII secolo.   Un interessante affresco frammentato è apparso durante i lavori di restauro nell’abside settentrionale della chiesa.   Databile ipoteticamente entro il XII secolo, raffigura il martirio di San Maurizio, documentando l’antichità della devozione al santo guerriero nella chiesa di Santa Maria di Villeneuve che ancora nel XV secolo aveva un altare a lui "consecratum et dotatum".
    La Chiesa nel XIII - XIV secolo:
    La visita pastorale del 1416 menziona, tra gli altri oggetti dell’arredo liturgico, "una tabula ante altare" che può identificarsi con il palliotto entrato alla fine del XIX secolo al Museo Civico d’Arte Antica di Torino.
    Il dossale può essere datato all’ultimo decennio del XIII secolo ed è stato attrinuito alla mano di un artista, orientato verso la tradizione scultorea francese, cui sono stati ricondotti altri due altorilievi provenienti dall’area valdostana, conservati a loro volta a Torino.
    Antica Chiesa di Villeneuve:
    L’antica Chiesa di Villeneuve, menzionata per la prima volta in una bolla papale del 1184, figura, sotto il titolo di Santa Maria, tra i possessi della Colleggiata di Sant’Orso ad Aosta.   La qualifica di "ecclesia" che le viene attribuita induce a ritenere che essa fosse, già a quell’epoca, sede di una parrocchia.   Nel 1667 il Capitolo di Sant’Orso rinunciò ad ogni prerogativa sulla chiesa a favore del Vescovo di Aosta che, dal 1580, aveva ripreso ad esercitarvi il diritto di collazione.
    [.. Il diritto di collazione (artt. 737-751 c.c.) è l’obbligo per coniuge e figli, o loro discendenti, di conferire alla massa ereditaria i beni ricevuti in vita dal defunto per donazione.
    Mira a ristabilire l’uguaglianza tra coeredi, considerando le donazioni come anticipazioni sulla quota ereditaria, garantendo una divisione equa..].
    Notizie sullo stato dell’edificio e sui suoi arredi si ricavano dai verbali delle visite pastorali, documentati a partire dal XV secolo.   Nel 1416 la chiesa risulta provvista di numerosi altari e di un prestigioso arredo liturgico.   Nel corso dei due secoli successivi vennero fondate delle nuove cappelle, ma nel Settecento la chiesa già la chiesa richiedeva interventi di manutenzione urgenti.   Il 20 luglio 1782 la Royale Délégation decretò che la comunitò di Villeneuve dovesse provvedere alla costruzione, nel borgo, di una nuova chiesa parrocchiale: eretta sul luogo occupato dall’antico ospedale, che venne consacrata il 14 maggio 1792.
    Nel corso dell’Ottocento la chiesa di Santa Maria cadde in disuso e assunse il titolo di San Rocco in onore del santo protettore che da tempo in essa era venerato.

    Testo tratto dal cartello illustrativo posto all’interno della chiesa. ]


 


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