- Affresco di Giacomino da Ivrea sul muro della Parrocchiale di Diemoz: ->>> Back
[ Laffresco è attribuibile alla mano del pittore Giacomino da Ivrea e alla sua bottega (negli anni tra il 1455 e il 1460).
Lo stile dellartista è chiaramente riconoscibile nelle fisionomie marcate e per la presenza di alcune soluzioni, come il trigramma solare o le losanghe romboidali, ricorrenti anche in altre opere a lui assegnate.
Laffresco è suddiviso in tre riquadri, evidenziati da una bordura di colore rosso ocra e bianca.
Nello scomparto centrale, su fondo bianco, è raffigurato il trittico solare di Cristo, costituito da un cerchio raggiato con le lettere YHS dipinte in giallo su fondo blu, a sua volta inscritto in un cerchio più grande bordato di blu arricchito da sottili raggi di colore rosso ocra, conosciuto come il "Trigramma di San Bernardino da Siena".
Sotto il trigramma è posto lo stemma crociato accompagnato ai lati dai due nodi damore (cioè nodi Savoia o nodi a " 8 ") e dal motto "FERT", insegne araldiche dei Savoia.
In quello di sinistra è raffigurato un santo vescovo, ai piedi del quale un tempo si leggeva liscrizione "...tinus".
Si tratta verosimilmente di San Martino, patrono della parrocchia.
È rappresentato in piedi rivolto verso destra, in atto benedicente.
Sul capo porta la mitra, regge con la mano sinistra il pastorale e indossa una casula blu con croce gialla e una veste rossa con bordo inferiore e polsi decorati.
Lo sfondo è campito di colore blu con un bordo blu scuro mentre in basso si vede un pavimento a losanghe con bordi ondulati.
Nel riquadro di destra è raffigurato San Maurizio, in piedi rivolto verso sinistra.
Indossa larmatura e una sopravveste rossa.
Con il braccio sinistro regge lo scudo crociato e nelle mani tiene la lancia e la spada.
Il volto è stretto dallelmo con la visiera alzata.
Sotto la figura si legge liscrizione: "S.Mauritius".
Nulla si conosce del committente, verosimilmente legato ai Savoia per la presenza dello stemma, del nodo, del motto e della figura di San Maurizio.
(Note tratte dal cartello presente a fianco dellaffresco). ]
- Note sulla origine e significato del motto FERT dei Savoia: ->>> Back
[ Il motto FERT comparve per la prima volta nel 1364 sul collare dellOrdine del Collare, un ordine cavalleresco fondato da Amedeo VI di Savoia nel 1364 in occasione di un torneo tenutosi a Chambéry.
Amedeo VI vi avrebbe partecipato insieme ai 14 altri cavalieri, indossando un collare descritto dalle cronache come un "collare da levriero" con la legenda FERT.
La scritta fu ufficialmente aggiunta sul collare nel 1409 da Amedeo VIII.
Successivamente lOrdine del Collare, sotto Carlo II di Savoia (1486-1553), divenne lOrdine della Santissima Annunziata, con carattere religioso-militare.
Nel corso degli anni molte sono state le interpretazioni di questo motto (evidentemente né Amedeo VI di Savoia né Vittorio Amedeo II né Carlo II hanno lasciato alcun documento ufficiale che attesti inequivocabilmente le loro intenzioni).
Secondo alcuni studiosi, essendosi perso il significato originario, sarebbe ormai impossibile risalirvi.
Ecco un elenco delle interpretazioni più note:
La versione che ebbe negli anni passati più successo fu quella che riteneva il FERT sigla di Fortitudo Eius Rhodum Tenuit (in latino: La sua forza preservò Rodi).
Questa versione, riportata dal letterato cinquecentesco Francesco Sansovino e da alcune cronache manoscritte, si riferirebbe a un episodio leggendario secondo cui un Amedeo di Savoia si recò a Rodi per liberarla dallassedio dei turchi, riuscendo nellimpresa.
Alcune cronache accreditano limpresa ad Amedeo IV, altre ad Amedeo V, attribuendo anche a questultimo un fatto darme avvenuto ad Acri.
In realtà lisola passò ai Cavalieri Ospitalieri, che la tolsero ai bizantini, due secoli dopo gli eventi narrati, e inoltre nessun conte di Savoia si recò mai a Rodi, per cui tutto il racconto non ha base storica.
Oltretutto questa impresa non viene neanche citata negli statuti originali dellOrdine dellAnnunziata, che certo vi avrebbero fatto cenno se realmente accaduta.
Fert, terza persona singolare del presente indicativo del verbo irregolare latino fero, fers, tuli, latum, ferre, che nella sua accezione più ampia significa "portare" (ossia "porta"), ma di cui esiste pure unaccezione con il significato italiano di "sopportare", il che farebbe pensare a unesortazione ("sopporta") ai membri della famiglia e ai successori ad affrontare le vicissitudini cui è sottoposta una Casa regnante con spirito di sopportazione.
Fortitudo Et Robur Taurinensis (Forza e robustezza torinese).
Questacronimo ha tuttavia il difetto che in latino "fortitudo e robur" (= quercia, antonomasia di forza e/o robustezza) sono pressoché sinonimi.
Il riferimento a Torino attesterebbe il definitivo attaccamento della Casa Savoia alla città di Torino (ma non si deve dimenticare che le origini della Casa sono oltralpe).
Fors Eius Romam Tenuabit (La sua forza distruggerà Roma).
Questo acronimo può essere riferito ad un episodio accaduto ai princìpi della nobilitazione della casa Savoia, quando il leggendario Umberto detto "il Biancamano" si vide costretto a ricevere linvestitura feudale dallimperatore del Sacro romano Impero a seguito del rifiuto della Santa Sede.
Trattasi di uninterpretazione fornita da alcuni studiosi dellitalica casata; questo motto è però patrocinio di una potente loggia massonica in funzione anticlericale.
Foedere Et Religione Tenemur (Siamo vincolati da un patto e dalla religione).
Fides Est Regni Tutela (La fede è la protezione del Regno). ]