La montagna nei francobolli!

(Alcune notizie sulla mia tematica dedicata ai francobolli con soggetti di montagna)


QUALCHE FRANCOBOLLO DI MINERALI



Gesso di Eisleben
Gesso di Eisleben
Quarzo ametista di Weisenbad e Erzgebirge
Quarzo ametista di Weisenbad e Erzgebirge
Proustite di Schneeberg e Erzgebirge
Proustite di Schneeberg e Erzgebirge

In quanti modi viene "pubblicizzata" la Montagna?

1° Salita al Monte Bianco (mt.4810) del 8/8/1786;
primi salitori: dottor Michel Gabriel Paccard e guida Jacques Balmat
(10679 bytes)

Chissà quanti frequentatori della montagna si sono mai domandati in quante forme diverse essa è stata e viene rappresentata?
Quanti hanno mai calcolato quante volte, e su quali "media", le località montane sono state pubblicizzate, sponsorizzate, vendute?


Quante vicende umane sono passate, dalla produzione manuale delle antiche mappe topografiche alle sofisticate carte turistiche di località montane e ai lussuosi depliants su carta patinata dei nostri tempi!
Oggi, nell’epoca dell’elettronica e della comunicazione multimediale, dello strapotere della televisione via satellite e via cavo, domande del genere fanno sorridere, risultano stravaganti:

farsele significherebbe già uscire dal frastuono della montagna "venduta" e "consumata".

Le guide di montagna attuali hanno raggiunto un’enorme produzione e diffusione con una copertura capillare di quasi tutte le località importanti, ma spesso i loro contenuti tendono a stimolare e a promuovere un "consumo" della montagna, al posto di una sua "frequentazione", con un basso livello di approfondimento sugli aspetti ambientali ed antropologici che possono favorire una completa conoscenza di questo mondo.
Sembra quasi che la montagna esista poichè ne parlano i giornali, la televisione, le riviste specializzate delle agenzie turistiche e di viaggio.   Ed ecco apparire, sotto Natale, le "sponsorizzazioni" dei trekking alla moda ai campi base dell’Everest; dello sci fuori pista con incluso il viaggio in elicottero ad alta quota; della neve (artificiale) "garantita", a dispetto delle condizioni atmosferiche, nelle località tradizionalmente turistiche.
Infine, si tocca l’apice con la moltitudine degli "spot" sull’aria di montagna contenuta nelle pastiglie "anti-tosse", o di quelli per le acque "limpide e pure" sigillate nelle bottiglie delle più reclamizzate acque minerali.

Ma la montagna della pubblicità non la si "frequenta", la si "occupa"!

Il pericolo maggiore lo corriamo noi, amanti veri di questo ambiente: il "consumo facile" della montagna ci farà perdere il senso della novità, della scoperta, e spegnere la nostra fantasia.

Ebbene, in questo quadro poco rassicurante, il francobollo resta ancora uno dei più antichi strumenti di pubblicità: questo centimetro quadrato di carta colorata, continuando a mantenere il suo fascino iniziale, favorisce un rapporto non troppo invadente con l’interlocutore e diffonde, oltre a notizie altrui, anche una propria intima comunicazione per immagini che riattiva le nostre "curiosità" e "fantasia" e, con queste, la nostra voglia di conoscere e di viaggiare.


Motivazioni per una raccolta

M.Kreuzberge (mt.2067) - Alpstein
(6172 bytes)

Perchè raccogliere francobolli?
Perchè proprio quelli che riguardano soggetti di montagna?
Le ragioni possono essere tante, e remote nel tempo.
Le mie sono state essenzialmente: la curiosità, un desiderio di evasione e la necessità di alimentare una grande fantasia giovanile.
Curiosità per questi pezzetti di carta colorata, incollati su buste e giornali, contenenti i disegni più strani.
Desiderio di evasione, voglia di visitare paesi lontani e di vivere una vita diversa, forse immaginaria, piena di emozioni e di colori, sentita più necessaria proprio quando si è confinati fisicamente in un luogo differente, distante dai propri interessi.
Fantasia, favorita da questi quadratini, che diventano finestre oltre le quali si aprono immense praterie, solitari sentieri all’interno di grandiose foreste sovrastate da cime imponenti, che si possono quasi toccare.
Da ragazzo bastava raccogliere, in un piccolo album, alcuni comuni francobolli per sentirsi vivi e poter viaggiare, proprio come avevano fatto veramente le lettere che rigiravo tra le mani, guidate fino a me da quei piccoli francobolli.   L’arrivo della posta con affrancatura straniera, caso alquanto raro per quei tempi, era considerato un fatto eccezionale e subito si cercava di capire il linguaggio e il messaggio che il francobollo conteneva, prima ancora di aprire la busta e leggere la lettera.
Dopo gli anni dello studio, il servizio militare nel Corpo degli Alpini ha risvegliato questa antica passione.   Le escursioni e le arrampicate di quel periodo, mi hanno convinto dell’esistenza di una "possibile avventura" per ognuno di noi.   Le montagne poi, a me valdostano, si sono mostrate sempre come un amichevole terreno di gioco, un mondo sempre diverso da scoprire.
In tempi più recenti, l’interesse coltivato su pubblicazioni specifiche sempre più ricche e aggiornate e l’adesione a varie associazioni ambientalistiche e a club alpini, mi hanno permesso di capire meglio il mondo della montagna e, frequentandolo assiduamente, di conoscere un poco di più anche me stesso.
Infine, la lettura dell’articolo di Uberto Tosco: <La montagna nei francobolli>, apparso sulla rivista del CAI n. 11-12 del novembre-dicembre 1981, mi ha praticamente "aperto la strada" di un nuovo modo di raccogliere i francobolli, e mi ha anche consentito di "unificare" due antiche passioni.


La tematica sulla montagna

Copertina della Tematica sui francobolli di montagna
(47845 bytes)

Le tematiche sono, per definizione, esposizioni personalizzate e ogni raccoglitore mette in evidenza i fatti ed i soggetti che sente più vicini, così come non ne presenta altri, ritenuti insignificanti o riduttivi.   Alcuni, volontariamente, non espongono nella tematica francobolli che sono in contrasto con una scelta etica dell’andare in montagna: ad esempio non vengono raccolti francobolli o interi postali che contengono messaggi di tipo consumistico (gare ed agonismo in genere, sci di pista, eliski, grandi hotel alla moda, ecc...), per dare spazio agli sport in sintonia con una fruizione più naturale della montagna (escursionismo, scialpinismo, sci di fondo, arrampicate, ecc...).   Per ciò che mi riguarda, pur ritenendomi particolarmente sensibile ad ogni tentativo ed aspetto di "protezione" ambientale, non ho tuttavia voluto escludere dalla mia tematica un cenno agli sport di massa (un piccolo gruppo di francobolli tratta di tale argomento), i quali senza dubbio appaiono i più criticabili rispetto alle conseguenze sull’integrità dell’ambiente.   La scelta ha risposto ad una esigenza di completezza che ha avuto anch’essa una storia all’interno della "costruzione" del mio lavoro.   Dopo prime ricerche e letture, nel 1987 ho cominciato un lavoro sistematico di raccolta di informazioni sui cataloghi mondiali.    La selezione è stata impegnativa, così come la ricerca degli esemplari ritenuti interessanti o indispensabili.   Il loro acquisto, poi, si è tramutato spesso in un onere gravoso, dovuto agli alti prezzi imposti dai commercianti filatelici sulle serie complete (quasi sempre è impossibile comprare un solo francobollo "importante", se questo fa parte di una serie).   Necessariamente, quindi, ci sono state rinunce e ciò ha influenzato la completezza dell’opera.
Poco a poco, però, ho costruito la "mia" tematica, che oggi è formata da circa 500 francobolli (anche se quelli acquistati sono molti di più), sistemati su circa 110 fogli filatelici, e composta da 27 capitoli e 80 sottocapitoli relativi a temi specifici.   Ogni foglio, oltre a contenere i francobolli, presenta una succinta spiegazione dell’argomento trattato e riporta per ogni soggetto i dati anagrafici (Stato, anno di emissione, titolo della serie e del singolo francobollo), cioè tutte le informazioni obbligatorie per una tematica "ufficiale".
La documentazione, che descrive i vari argomenti della tematica, è stata prodotta con l’ausilio di una ricca bibliografia, composta da testi scientifici, enciclopedie, guide, riviste, ecc...


Gli argomenti trattati

50° ann. Organizzazione Alpina Ceoslovacca:
Montagna con vie numerate di salita
(7041 bytes) Conquiste cinesi: Minya Konka (mt.7590)
(6705 bytes) Conquiste cinesi: M.Everest (Jolmo Lungma) (mt.8848)
(7184 bytes)

Sono tantissimi!
Flora, fauna, e sport vari fanno la parte del leone come soggetto delle vignette.   Tutti gli argomenti trattati comunque hanno una loro sequenza logica: partendo dalla geologia, geografia, cristallografia, si passa gradatamente alle manifestazioni di vita dei primi abitatori (uomini, animali, vegetali) e alle successive tappe della penetrazione umana nel territorio montano.   Altri soggetti fanno riferimento alla particolarità dei luoghi montani, naturalmente adatti alla difesa e al controllo: e dunque rappresentano anche alcune opere di fortificazione ad essi relative.   La tutela del territorio permette la nascita e la crescita della comunità alpina: ciò testimoniano altri soggetti della tematica.   Diverse sezioni spiegano la connessione tra l’asprezza e l’isolamento dei luoghi montani e la nascita di un forte senso religioso e di un proprio linguaggio che accomuna i popoli che in montagna vivono, favorendo la loro peculiarità rispetto alle altre popolazioni vicine.   Spesso anche la necessità di procurarsi una valida protezione dai nemici, richiede la pratica di riti particolari che aumentano le diversità.
La tematica affronta anche le diverse tipologie abitative: dopo aver condiviso caverne e ripari di fortuna, i montanari imparano a costruire abitazioni più solide, meglio predisposte per i rigori invernali e meglio esposte al sole, e man mano che l’esperienza cresce e i mezzi migliorano, vedono la luce veri e propri stili architettonici che, ancora oggi, caratterizzano la tipicità delle costruzioni in alcune vallate alpine.
Altre parti della tematica prendono in esame le varie modificazioni avvenute nel territorio; le montagne da originali luoghi di sostentamento e di difesa delle popolazioni, piano piano si sono trasformate in luogo di svago e di riposo: aumentano gli stranieri in transito e gli scambi commerciali, per cui diventa necessario creare strade e valichi tra i monti.   Successivamente anche la ferrovia riesce a superare i colli; dove non è possibile travalicarli vengono costruiti imponenti trafori alpini.
Alle attività escursionistiche ed alpinistiche la tematica riserva largo spazio: vengono messe in evidenza in particolare le modalità di salita e le tecniche di calata.   La parte sciistica è ricca: molti fogli presentano le più importanti manifestazioni ed i campionati a livello mondiale.   Non mancano le sezioni dedicate alle imprese alpinistiche sulle cime più famose del mondo, con le informazioni fondamentali sui primi salitori.   Alcuni gruppi di fogli sono dedicati alla presentazione dei clup alpini e delle associazioni che più direttamente si interessano della protezione della montagna o della sua frequentazione, in particolare quelle giovanili che curano l’avvicinamento dei ragazzi a questo mondo.
Le truppe militari alpine sono rappresentate su alcuni esemplari, così come è ricordato il loro sacrificio in tempo di guerra.   Specifiche sezioni raccolgono gli esemplari di francobollo più rari per la loro bellezza, per la cura nella scelta del bozzetto e per la qualità della stampa.
Non mancano poi i paragrafi dedicati alle curiosità o a qualche eclatante caso di errore filatelico.
Essendo il risultato di un lavoro (e di una passione) di anni, la filatelia è senza dubbio un riflesso del mio amare la montagna e del mio frequentarla, da solo o con gli altri.   Essa esprime un’idea di montagna a cui sono legato: la montagna, che, a saperla "guardare", ci sa comunicare il senso della novità della scoperta, sa conservare e custodire le nostre fantasie, i nostri sogni, i nostri desideri di avventura.
In particolare la montagna, persino nel momento in cui gli uomini l’hanno rappresentata nei secoli, ha potuto sempre richiamare i "tempi lunghi" e gli spazi ampi della natura, in un mondo in cui l’idea di velocità e di efficienza, oltre che di consumo, sembra a volte sopraffare la nostra capacità di apprezzarli appieno.
Il primo dei 110 fogli della tematica, contenente un foglietto dell’Armenia, rappresenta, in una pittura di Ajvazovsky, la discesa di Noè dal monte Ararat.   La didascalìa di apertura riassume la motivazione e lo stimolo per la costruzione di questa mia tematica dedicata alle montagne.


La discesa di Noè dal Monte Ararat
(16014 bytes)

MONTAGNE

<PER L’UOMO DI OGNI EPOCA, LE MONTAGNE HANNO RAPPRESENTATO IL MONDO DEL MISTERO E DELLA PAURA.    SPESSO ESSE SONO STATE RITENUTE LA SEDE DEGLI DEI, E MOLTE CIME SONO DIVENUTE SACRE NELLA SENSIBILITA’ RELIGIOSA DEGLI ABITATORI DI QUESTI LUOGHI.    SONO STATE IL NATURALE CONFINE DI POPOLI, DIFESE A VOLTE CON ASPRI CONTRASTI E GUERRE.    HANNO SOLLECITATO LA FANTASIA DEI MONTANARI E DEI VIAGGIATORI E SONO DIVENTATE SEMPRE DI PIU’ TERRENO DI STUDIO, DI AVVENTURA E PALESTRA DI CONOSCENZA.    SONO DA SEMPRE UN LIBRO APERTO SULLA STORIA NATURALE DELLA TERRA E DI TUTTO CIO’ CHE VI E’ VISSUTO E CHE OGGI VI VIVE.>

LA PRESENTE TEMATICA, CHE INTENDE RAPPRESENTARE LA MONTAGNA IN TUTTI I SUOI ASPETTI, NEI FRANCOBOLLI DI TUTTO IL MONDO, VUOLE FORNIRE UN MIO MODESTO CONTRIBUTO ALLA MIGLIORE CONOSCENZA DI QUESTO PARTICOLARE AMBIENTE.


A inizio testo A inizio testo

Aggiornamento - 10/12/2003