In punta di Vibram - Racconti e Immagini
(alla Scuola Militare Alpina di Aosta)

di AA.VV.


In punta di Vibram

Titolo:  In punta di Vibram - Racconti e immagini
Sottotitolo:  (alla Scuola Militare Alpina di Aosta)
Autore:  AA.VV.
Casa editrice:  Arterigere - Varese
Anno prima pubblicazione:
1 edizione: ottobre 2004
2 edizione: gennaio 2005
Presentazione:  Giuseppe Parazzini (ex Presidente generale dell’ANA)
Inserto Speciale:  "Allora" di Mario Rigoni Stern

Prezzo:  Euro 16,50
Pagine:  pp. 288 con foto b/n
Formato:  cm. 17 x 24


Commento del 29/06/2005 di Enea Fiorentini

Trama:
"In punta di Vibram" (IPDV) è una antologia di racconti, scritti da ex Ufficiali di Complemento degli Alpini, che hanno frequentato i Corsi della Scuola Militare Alpina di Aosta (la "mitica" SMA, poi chiamata SMAlp) come Allievi Ufficiali di Complemento (AUC).
Questi ufficiali, poi sparsi nei vari battaglioni sull’arco alpino per il completamento del loro servizio di prima nomina, hanno voluto descrivere il periodo passato alla Scuola Militare Alpina, il loro primo impatto con il servizio militare di leva (allora obbligatorio), la prima esperienza di vita in una Scuola severa che doveva sfornare uomini capaci di condurre altri montanari (gli alpini) in montagna.
Per molti quella scuola è stata una Scuola di Vita.
Dopo 66 anni di vita, la Scuola Militare Alpina, che era nata ad Aosta nel 1934 con scopi addestrativi di alta specializzazione in montagna e dopo circa 190 Corsi in tempo di pace (dal 1948), cessa di esistere a partire dal 4 dicembre 2000, a seguito della riorganizzazione delle Forze Armate Italiane, cedendo il posto al "Centro di Addestramento Alpino", centro di specializzazione per le Forze Armate (con personale non più di leva ma volontario).
La simpatia, che da sempre è stata riservata ai racconti sugli alpini, traspare anche dagli scritti di questi ufficiali ex-allievi; scritti che mantengono ancora la freschezza della giovinezza dei tempi della "naja".   IPDV non è un libro celebrativo, ma si tratta essenzialmente di un album di ricordi, scritto con molta spontaneità dagli autori che ricreano l’atmosfera vissuta dai tanti giovani che hanno partecipato ai corsi AUC.
Nel libro, dopo la presentazione di Giuseppe Parazzini (ex presidente generale dell’ANA - Associazione Nazionale Alpini), un importante contributo è quello di Mario Rigoni Stern, famoso scrittore di libri che parlano dell’epopea degli Alpini. In questo breve brano, ancora carico di nostalgia, Rigoni Stern accenna alle sue esperienze fatte alla Scuola (allora non si chiamava ancora SMA, ma Scuola Centrale Militare d’Alpinismo) nel 1937, proprio poco dopo la nascita di questo nucleo addestrativo "speciale".
Poi ci sono i contributi di Bruno Pizzul, di Simone Moro, nomi talmente conosciuti che è inutile aggiungere parole, se non il fatto che anche loro sono stati ex-allievi AUC, poi divenuti ufficiali di alpini e che hanno conosciuto la SMAlp di Aosta.
Chiude la raccolta Cesare Di Dato, generale degli alpini e oggi Direttore della rivista "L’Alpino", organo ufficiale dell’ANA, con un suo brano già apparso su "L’Alpino" nel marzo 2003, in cui parla della "fine" dei Corsi alla SMAlp.

Commento:
Un piccolo team di volonterosi è riuscito a confezionare i racconti inviati da molti ex-allievi via rete Internet (uno strumento che si è rivelato di estrema importanza per questo notevole scambio di dati) e a far vedere la luce a questa bellissima raccolta, a questo bel libro.
Fondamentale, per questa iniziativa, è stato l’aiuto economico e il sostegno morale della soc. Vibram che produce le rinomate suole degli scarponi che alpini e appassionati di montagna hanno conosciuto e conoscono molto bene.
Lo scopo "nobile" della pubblicazione di questo libro è stato quello di destinare l’intero ricavato delle vendite del libro (e di altri gadgets, come: la cravatta e le vetrofanie SMAlp) alla Fondazione Don Carlo Gnocchi - ONLUS, che opera nei settori sanitario-riabilitativo, socio-assistenziale, della ricerca scientifica e della solidarietà internazionale.
Don Carlo Gnocchi fu uomo e prete eccezionale.   Nel 1941 fu cappellano degli alpini in Grecia e nel 1942 partì con loro in Russia, vivendo e soffrendo come tutti i suoi fratelli alpini.   Nel gennaio del 1943 visse la tragedia della ritirata di Russia dove vide morire gli alpini a migliaia.   Riuscì a ritornare in Italia con i pochi sopravissuti della Brigata Alpina Tridentina.
Quella esperienza gli cambiò il corso della vita.   Tornato in patria, partecipò alla Resistenza e incominciò a dedicarsi alle sue Opere di Carità che conosceranno un grande sviluppo dal dopoguerra in poi.   Nel 1952 diede inizio alla Fondazione Pro-Juventute, che poi diventerà l’attuale Fondazione Don Carlo Gnocchi - ONLUS.
Morì con un ultimo atto d’amore: la cessione delle proprie cornee a due bambini ciechi da lui assistiti.
Il grande successo editoriale di questo libro, grazie anche alle presentazioni dello stesso in molte conferenze in Italia, ha presto fatto esaurire le copie della prima edizione dell’ottobre 2004.
Nel gennaio 2005, l’editore Arterigere di Varese (tra i più convinti del successo di quest’opera) ha provveduto alla ristampa del libro in una seconda edizione che presenta piccole differenze nel testo introduttivo rispetto alla prima edizione.
Naturalmente io posseggo i libri delle due edizioni, la seconda delle quali porta orgogliosamente le firme autografe di una parte di autori, ottenute durante l’incontro di Aosta del 19 febbraio 2005, uno dei tanti organizzati anche per la promozione del libro, ma con una valenza tutta particolare poiché realizzato proprio alla ex-SMAlp.
Ebbene si, anch’io sono un ufficiale degli Alpini (oggi con il grado di Tenente della riserva) e ho fatto la scuola AUC alla SMAlp (era il 1965 ed era il 40 Corso).
Che altro dire di questo libro?
Nulla di più se non il suggerimento di leggerlo.
Ritroverete anche voi... la vostra giovinezza...

Buona lettura!!


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Aggiornamenti: 30/06/2005 - 26/12/2015