Una frontiera da immaginare

di Andrea Gobetti


Una frontiera da immaginare-1 edizione
1 edizione dall’Oglio
 

Titolo:  Una frontiera da immaginare
Sottotitolo:  ---
Autore:  Andrea Gobetti
Casa editrice:  dall’Oglio Editore
Anno prima pubblicazione:  1976
1 edizione dall’Oglio:  Collana Exploits - ottobre 1976

Prezzo indicativo:  Lire 18.000
Pagine:  pp. 280 con foto a colori e schizzi
Formato:  cm. 15 x 21
Cod.:  [CL 01-0107-9]

Una frontiera da immaginare-2 edizione
1 edizione CDA

Titolo:  Una frontiera da immaginare
Sottotitolo:  Avventure sopra e sotto la terra
Autore:  Andrea Gobetti
Casa editrice:  CDA - Centro Documentazione Alpina di Torino
Anno prima pubblicazione:  2001
1 edizione CDA:  Collana Le Tracce - 2001

Prezzo indicativo:  Lire 34.000 - Euro 17,56
Pagine:  pp. 224 con foto in b/n, a colori e schizzi
Formato:  cm. 15 x 23
Cod. CDA:  [5527]


Commento del 21/4/2002 di Enea Fiorentini

Trama:
Andrea Gobetti, di illustre schiatta, nasce a Torino nel 1952.
A soli 16 anni si trova nel turbine della contestazione del ’68 e la vive con tutto il suo temperamento focoso, in una città che è pienamente coinvolta nella ricerca del mutamento e del riscatto sociale.
Un’esperienza questa che determinerà i suoi anni giovanili fino ad abbandonare, dopo una combattuta maturità, gli studi universitari di geologia per vivere una vita assolutamente libera.
Speleologia ed alpinismo, due passioni che hanno spinto Andrea Gobetti a vivere tante avventure come evasione dal conformismo dei più.
Dieci anni di andar per grotte e per montagne in una solitudine che dà la gioia della libertà.
Le grotte e le pareti diventano "giocattoli" con cui divertirsi con spirito avventuroso e non competitivo, saldando vincoli di amicizia profonda coi compagni di mezza Europa (tra cui molti francesi grazie anche alla sua fluidità nell’esprimersi in questa lingua).
E’ così che Gobetti è divenuto uno fra i maggiori speleologi italiani non solo in seno al suo "Mucchio Selvaggio" e nel Gruppo Speleologico Piemontese GSP - CAI UGET di Torino, ma anche in ambito internazionale.
Grande esperto degli abissi del Marguareis che definisce "l’odore della frontiera" e che frequenta assiduamente, Andrea Gobetti scrive pagine di grande valore etico e letterario nella descrizione delle avventure e nella storia della scoperta delle grotte di questa enorme area a cavallo tra Italia e Francia, soprattutto di quelle compiute al Colle dei Signori e nel Vallone di Piaggia Bella (Voragine del Pas, Solai, Caracas, J.Noir, Piaggia Bella, ecc..).
Come il nonno Piero, Andrea Gobetti ha anche la vena dello scrittore e in questo suo primo libro la sa esprimere appieno.   Negli anni successivi, appariranno altri libri di successo, come "Le radici del cielo" (1986 - Edizioni CDA Torino, vedi recensione) e "Drammi e diaframmi" (1997 - Casa Editrice Corbaccio Milano, scritto a due mani con l’alpinista-regista Fulvio Mariani).
Attualmente collabora con giornali e riviste (assidua è stata quella con la Rivista della Montagna -CDA).

Commento:
Ho amato Andrea Gobetti e il suo spirito di libertà dalle prime righe che ho letto su "Una frontiera da immaginare", tanti anni fa.
Tengo sempre in evidenza questo suo libro e, di tanto in tanto, rileggo qualche capitolo riscoprendo la freschezza di quegli anni e l’efficacia del racconto.   Ritrovo le nostre verità e le utopie dei nostri anni giovanili, la ricerca di una nostra libertà, della giustizia, di una nuova frontiera.
E Andrea Gobetti l’ha saputa trovare la sua "frontiera".
Se l’è "immaginata" e l’ha saputa costruire a suo modo insieme con il "Mucchio Selvaggio" e con i tanti amici, tra i quali immaginiamo di poterci essere anche noi.
Non ho mai conosciuto Andrea Gobetti, ma ho letto tutto di quanto ha scritto.
Mi sento in sintonia con le cose che dice e con i modi con cui sa esprimere questi concetti.
Sarà perchè le nostre età sono simili (lui è più giovane di me di soli 7 anni), sarà perchè siamo nati nella stessa parte occidentale delle Alpi, sarà per gli stessi studi di Geologia, compiuti e mai terminati, sarà per la stessa passione verso la libertà fisica ed intellettuale, ma devo riconoscere che i suoi scritti mi hanno fatto avvicinare di più alla montagna, alla sua conoscenza e frequentazione e alla speleologia (in questo ambito mi sono cimentato (molto modestamente) in qualche discesa nelle grotte del Centro Italia, piccolissime esperienze rispetto alla enorme attività di Andrea, ma comunque significative per me ed indispensabili per conoscere un po’ di più questo particolare ambiente).
In ogni caso, mi sento di dire ancora: Grazie, Andrea!!
Non perdetevi la lettura di questo suo primo libro, recentemente (novembre 2001) ripubblicato dall'Editore CDA di Torino.
Da questa lettura scoprirete una simpatica figura di "barbone" selvaggio e coraggioso, sempre disponibile per ogni audace impresa sportiva.
Successivamente, vi consiglio la lettura del suo secondo libro: "Le radici del cielo" e del più recente: "L’ombra del tempo".
Buona lettura!!..."


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Aggiornamenti: 18/10/2003 - 26/12/2015