La ballata de li Pellegrini Riconoscenti

(Una bellissima ballata, scritta in -romanesco-, a ricordo di un gentile aiuto per un pasto serale
dalle proprietarie, nonostante la chiusura della loro "Trattoria da Angelica" di Monterosi (VT) il 12/10/2015,
durante il cammino con i pellegrini stranieri nel Tour conosciuto come "Pilgrims Crossing Borders (Pi.Cro.Bo.)"
(vedere la Cronaca di questo Tour: "con un click -qui-" )


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"La Ballata de li Pellegrini Riconoscenti"

Scritta e presentata dall’autore:
Giuliano Borgianelli Spina
(Giovane Montagna - sez. di Roma)


Ottobre - Novembre 2015

Angelica con il quadro della Ballata (46012 bytes)
Angelica all’interno della sua "Trattoria da Angelica" di Monterosi gestita insieme alle sue sorelle: Rosaria e Anna Maria,
con il quadro contenente la Ballata, consegnatole da Giuliano Borgianelli Spina il 21-11-2015
(Foto di G.Borgianelli Spina)


Presentazione

Cari amici pellegrini,
molti di Voi sanno quanto sia importante trovare un posto per la cena nel luogo di completamento di ogni tappa durante un lungo cammino di pellegrinaggio, come quello sulla Via Francigena o in altri percorsi similari.
Normalmente si arriva al termine della tappa stanchi, a volte bagnati e non sempre si trova una locanda decente nelle vicinanze.
Spesso si rinuncia alla cena o si consuma ciò che resta del pranzo al sacco del mezzogiorno.
Se poi si trova una "buona" trattoria ma questa è chiusa per il turno settimanale, allora la disperazione è al massimo.
Ma quello che è successo al nostro piccolo gruppo di pellegrini in cammino sulla Via Francigena nell’ottobre 2015 è stato un evento così raro e simpatico che merita una menzione e, addirittura, la scrittura di una poesia in romanesco (una "Ballata"), uscita dalla fervida penna di Giuliano:  una Poesia incorniciata in un quadro che poi è stata consegnata durante una nuova cena (del 21 novembre 2015) dai protagonisti, ritornati sul posto appositamente.
A metà ottobre 2015, eravamo in cammino sulla Via Francigena da Viterbo verso Roma e stavamo accompagnando un più numeroso gruppo di pellegrini stranieri, partiti dalla Norvegia, e in cammino dall’aprile 2015.
Loro stavano seguendo un nuovo itinerario storico: la Via di Stade Germanica nell’ambito del progetto europeo di pellegrinaggio: Pilgrims Crossing Borders (Pi.Cro.Bo.) (vedi la Cronaca: "con un click -qui-").
Li avevamo incontrati a Viterbo e avevamo proseguito insieme fino a Roma.  Il cammino giornaliero era stato effettuato quasi sempre con loro ma, poiché essi avevano le loro guide, qualche volta il loro itinerario differiva dal nostro.
Avevamo deciso però di sceglierci i luoghi per il nostro pernottamento, conoscendo meglio il territorio laziale.
Infatti, arrivati a Monterosi (VT), Giuliano era riuscito a trovare un luogo di sosta per il nostro gruppo in un B&B: "La Campana", al centro della cittadina, preso in affitto da un amico di Monterosi (Alessandro) anche lui un camminatore sui sentieri storici.
Domenica 11 ottobre, ci eravamo sistemati, per il primo pernottamento nel B&B di Alessandro e gli avevamo chiesto un suggerimento per una buona locanda di Monterosi dove consumare la cena.  Alessandro ci aveva indicato la "Trattoria da Angelica", gestita da tre sorelle (che successivamente chiameremo le "Angeliche"), e situata non troppo distante dal nostro alloggio.  Sotto un forte temporale, ci recammo quindi in questo locale, e ci trovammo molto bene sia come ospitalità e sia come cibo.  Al termine della cena, decidemmo di ritornare in questo locale anche nei giorni successivi, al nostro rientro dalle varie camminate sulle tappe giornaliere.  Con nostro disappunto ci venne comunicato che l’indomani, lunedì 12 ottobre, il locale sarebbe rimasto chiuso per il riposo settimanale.  Ci guardammo con nostro sgomento domandandoci quale altra alternativa "degna" avremmo potuto trovare domani sera per la cena.  La nostra perplessità non passò inosservata e una delle sorelle (Rosaria) propose di trovare una qualche soluzione per l’indomani.
Ci suggerì addirittura di passare a casa sua a cena, soluzione che noi non accettammo per non causare ulteriori disagi.
Rosaria propose allora di portarci qualcosa cucinato da lei al nostro alloggio e noi accettammo chiedendo di pagare il disturbo e le vivande.  Lunedì sera, 12 ottobre, al nostro rientro a Monterosi dopo la lunga camminata ci preparammo per questo evento.
E fu un evento solenne poiché, all’ora stabilita, Rosaria si presentò al nostro alloggio, insieme con i due figli, per portarci ricche cibarie: praticamente una cena completa composta dal primo, da secondi e contorni.
Rosaria declinò l’offerta di fermarsi con noi e non volle essere pagata; accettò solamente i fiori che Giuliano aveva comprato per lei.  Si trattò di una cena memorabile e ci colpì così tanto questa gentilezza nei confronti di sconosciuti quali noi eravamo per loro, che tornammo presso la loro Trattoria anche nei successivi giorni del nostro soggiorno a Monterosi.
Giuliano, tornato a casa sua a Roma al termine di questa avventura, scrisse una Ballata in romanesco (come se ne possono trovare altre sue su questo sito) e la inserì in un apposito quadro con tanto di disegno simbolico.
Portò questa poesia e il quadro a Monterosi nel mese successivo (sabato 21 novembre 2015) e la consegnò alle tre sorelle nella "Trattoria da Angelica" durante una cena "di ringraziamento", effettuata insieme a tutti i protagonisti e a vari altri amici pellegrini.
Io, trovandomi impegnato ad Aosta, non potei partecipare a questa cena di novembre, ma Giuliano mi inviò il testo della "Ballata" insieme con alcune foto e qualche commento della serata.
Trascrivo uno di questi commenti, solo per rinfrescare il clima della serata:


-----Messaggio originale-----
Da: Giuliano Borgianelli Spina
Inviato: domenica 22 novembre 2015 1.28
A: Enea Fiorentini
Oggetto: Consegna bolla con Ballata
Enea
ieri 21 novembre dopo una breve e sobria cerimonia presso la "Trattoria da Angelica" in Monterosi è avvenuta la consegna del testo della Ballata che narra la storia dei pellegrini che vennero rifocillati, nonostante "l’Angelica" fosse nel giorno di chiusura settimanale.  Alla cerimonia hanno partecipato i pellegrini presenti alla cena insperata, tutti tranne te.
Come testimoni esterni sono stati presenti: Pino Vena e signora, Alessandro Mirri presso il cui B&B soggiornammo, signora e figlia, mentre Gianna immortalava i presenti.
Seguono le 3 sorelle, la Ballata nella veste finale ed infine l’Angelica in persona con la ballata incorniciata e pronta per essere affissa ad una parete del locale.
Le tre sorelle sono state molto contente e si sono anche commosse, ovviamente, come attestano le foto allegate.
Saluti Giuliano


Di seguito trascrivo la poesia di Giuliano dal nome: La ballata de li Pellegrini Riconoscenti insieme con alcune foto per ricordare questo evento.



La Ballata de li Pellegrini Riconoscenti
 

Era Ottobre ed era sera
n’artrò po’ pure pioveva.
C’affacciammo a ’na Taverna
dell’Angelica chiamata,
volevamo prenne fiato
e magari poi più tardi
fasse pure ’na magnata.
Tutto er giorno sotto ar sole
avevamo camminato.
Verso sera a Monterosi
c’eravamo ritrovati
mentre er sole era sparito
e la pioggia ’ncominciava.
Su consijo de ’n’ amico,
che la stanza c’ha ’ffittato,
all’Angelica taverna
ce facemmo ’na scappata.
Niente male all’apparenza,
sembra allegra e frequentata.
Certo noi eravamo buffi
sembravamo i pellegrini
che se trovano pe’ strada,
co’ le vesti scolorite
e la faccia imporverata.
Nonostante l’impressione
l’accoglienza fu adeguata.
Tre simpatiche sorelle
se dividono er lavoro
chi s’mpegna presso ’ar foco,
chi con tatto ed eleganza
tra li tavoli sfarfalla
e con lieve noncuranza
tra ’no scherzo e ’na battuta
te descrive ’gni pietanza.
Quale premio inaspettato
lo sfamà li pellegrini
ch’hanno tanto camminato.
 

Quattro allegri vagabondi
er cui volto già segnato
dalla lunga esposizione
è rimasto anche abbronzato,
ma conserva in ogni caso
un aspetto un po’ sfacciato.
Cominciò la trattativa:
"Solo piccole porzioni,
niente o poco condimento,
niente grassi né salumi,
allo scopo d’evitare
un futuro pentimento."

Arrivorno le porzioni
senza alcun restringimento,
anzi erano abbondanti
propio ’n vero struggimento.
Andò tutto per il mejo,
pure er dorce e l’insalata,
che concluser degnamente
quella splendida magnata.
Ma alla fine ’na tragedia
mise ’n crisi la serata
la notizia fu ferale:
"L’indomani lunedì
c’è lo Stop settimanale!"

La notizia trapelata
s’è abbattuta sul morale
fu ’na vera pugnalata
quasi un lutto generale.
Co’ lo sguardo già smarrito
pur l’ostessa s’è turbata,
quasi ’n colpa s’è sentita,
una guancia s’è toccata...
poi con l’aria più contrita
un invito ha formulato,
e lo disse a mezza voce,
ma qualcosa fu captato:
 
 

"Si... v’aspetto... per la cena
nella calda mia dimora."

Ma dal tavolo un sol grido
forte ed alto s’è levato:
"No! Giammai potrem venire,
ar tuo desco approfittare."

Poi ’na voce più sommessa
sottilmente s’è insinuata:
"No perbacco non possiamo,
ma comunque ’n’ dove state?
Se abitate nel paese
da che parte ve trovate?"

Un silenzio generale,
poi ’na breve riflessione:
"Via lasciatemi pensare,
troverò ’na soluzione,
che ve possa soddisfare.
Un messaggio su la porta
all’arrivo troverete."

Dopo ’n sonno ’n po’ agitato
iniziammo ’n artro giorno
de cammino e de fatica
con l’incerta prospettiva
de ’na cena simulata.
Al ritorno in ogni caso
se decise per un dono,
un omaggio floreale
all’Angelica patrona,
al supporto celestiale.
Su de noi scese la sera,
una sera grigia e scura,
dalla dubbia prospettiva,
l’atmosfera più insicura.
D’improvviso sento ’n colpo
chiaro e netto su la porta,
ogni core s’è fermato
e la speme è già risorta.
 

Mentre l’uscio se dischiude
dietro appare er volto amico,
con codazzo de bambini,
che trasportano la manna,
che non piove giù dar cielo,
ma da semplice cucina
e da mani angelicate
che a sfornà manicaretti
so’ da sempre abituate.
Ora sfilano i fanciulli
un tegame pe’ ciascuno,
ancor caldi e profumati
sono giunti al nostro desco,
mentre vivido der Rosso
venne subito immolato.
Anch’er cielo mise ar bello,
l’atmosfera rinfrancata.
Tutt’insieme celebrammo
quella tavola imbandita.
Quanti brindisi innalzammo
alla pia benefattrice;
pe’ la cena prelibata,
nonostante le insistenze,
rifiutò d’esse pagata;
accettò solo quer fiore
a ricordo imperituro,
e ce ’ncise a tutti er core.

Monterosi, Monterosi
che bel segno c’hai lassato,
lo potremo più scordare?
Un passaggio inusitato!
Pellegrini che vagate
lungo l’aggere romano
fate tappa a Monterosi
e godeteve la pace
e la sua ospitalità.

(gbs X/2015)
 


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Aggiornamento - 16/01/2018
Ultimo aggiornamento - 02/03/2018