Cresta Nord-Est del Corno Piccolo

(Una lunga via, non difficile, che segue integralmente la cresta Nord Est di questo monte)


La cresta N-E del Corno Piccolo,
dai pressi della Madonnina
(8950 bytes) Aldo all’attacco del primo diedro
della Cresta N-E del Corno Piccolo
(11610 bytes) Le 4 vette del Corno Grande
e la conca del ghiacciaio del Calderone
(4635 bytes) Punta dei Due alle Fiamme di Pietra
del Corno Piccolo
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 Gruppo:  Gran Sasso d’Italia
 Sottogruppo:  Corno Piccolo (m 2655)
 Cartografia IGM:  Tavolette 1:25.000, fogli: Gran Sasso d’Italia, Pietracamela
 Accesso:  dal piazzale di Prati di Tivo (m 1450), rinomata localita’ turistica del versante teramano del Gran Sasso, si prende a sinistra (con faccia al Corno Piccolo) una strada prima asfaltata, poi sterrata, che sale ad un largo valico (a volte e’ presente un laghetto sulla sinistra) tra la Cima Alta e il piede del crestone dell’Arapietra, in una zona conosciuta come Piana del Laghetto (m 1650) a circa 3,5 km da Prati di Tivo.   Da qui parte un sentiero sulla destra che risale un dosso erboso (si nota una grossa croce a sinistra), raggiunge la cresta dell’Arapietra e la segue integralmente lungo un percorso evidente.  Dopo un risalto ripido, la pendenza del sentiero diminuisce e questo transita nei pressi dell’albergo abbandonato (conosciuto come «albergo diruto»), a una quota di circa 1900 m, continua in leggera salita, sul crestone che si fa molto largo, fino a raggiungere la stazione superiore della seggiovia che sale da Prati di Tivo (oggi chiusa per lavori di ammodernamento).  Appena sopra la stazione della seggiovia, verso il Corno Piccolo, sorge un roccione, conosciuto col nome di Pietra di Luna (m 2028) e, ai piedi di questo, in una nicchia, c’e’ la statua della Madonna del Gran Sasso (la Madonnina) a m 2015.  Questa zona rappresenta un famoso punto di passaggio obbligato per tutte le escursioni e le ascensioni di questo versante del Corno Piccolo e del Gran Sasso in generale.  Da qui si ha una splendida vista sull’intero gruppo del Gran Sasso, sui Monti della Laga e verso il mare Adriatico.
 Primi salitori:  Enzo Jannetta e Aldo Bonacossa, 1 novembre 1923.
 Prima invernale:  Luigi Barbuscia e Sergio Lucchesi, 17 marzo 1957.
 Considerazioni generali sull’ascensione:  Questa ascensione, che non presenta difficolta’ se non nel tratto iniziale (alcuni passaggi di 4 e 4- nel superamento di un diedro e di un camino-diedro), viene spesso utilizzata dalle varie sezioni CAI locali come "via" di allenamento per i giovani Soci che si cimentano per la prima volta sulle Vie del Corno Piccolo, per prendere familiarita’ con la sua roccia e con l’esposizione delle sue creste strapiombanti.  Spesso viene utilizzata come via di discesa dalla vetta, oppure per le vie di arrampicata del versante Nord che vi confluiscono.
 Sviluppo:  500 metri.
 Difficoltà:  AD- con passaggi fino al IV.
 Data di effettuazione della mia arrampicata, qui proposta:  1 agosto 1999

 Ascensione:  Dalla Madonnina (m 2015), si prende il largo e battuto sentiero che risale il Vallone delle Cornacchie in direzione del rifugio Carlo Franchetti e del ghiacciao del Calderone, contenuto nella conca formata dalle guglie del Corno Grande. Risalita della cresta dell’Arapietra nei pressi dell’albergo diruto;
al centro: il Vallone delle Cornacchie;
sullo sfondo:
- a destra, Corno Piccolo con la Cresta N-E (di fronte) e la 1 Spalla (a destra);
- a sinistra, il Paretone con l’Anticima N della Vetta Orientale del Corno Grande
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  Poco prima di raggiungere il Passo delle Scalette (m 2100), si prendono a destra tracce di sentiero che portano rapidamente piu’ in alto del piu’ marcato sentiero della ferrata Pier Paolo Ventricini, che contorna tutto il Gruppo del Corno Piccolo sul suo versante Nord (quello che si vede da Prati di Tivo).  Si continua a salire per ripidi dossi erbosi, un po’ a destra del filo di cresta, con rare tracce di sentiero, transitando in mezzo alle prime grosse rocce della cresta.  Si arriva così ad un terrazzo che si affaccia sul Vallone delle Cornacchie, sotto il primo risalto impegnativo.  Si attacca leggermente a destra del filo di cresta (m 2330) all’interno di un canale-camino che si restringe verso l’uscita e si esce sulla sommita’ del primo salto (m 2370) per una fessura (da III a IV).  Si puo’ anche evitare la salita di tutto il canale-camino, arrampicando sul crestone di destra (che fa da sponda allo stesso canale), per poi rientrare verso sinistra nella fessura finale (un paio di chiodi durante la traversata).   Il secondo salto si supera entrando in un camino a due metri a destra del filo di cresta.  Si prosegue per un diedro, si supera un grosso roccione e poi una parete (III, IV-). Sull’anticima Nord, sullo sfondo la Vetta del Corno Piccolo
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  Si raggiunge infine un’altra terrazza a 2410 metri circa.  Si percorre un altro tratto ripido, a volte proprio sul filo di cresta con un panorama «mozzafiato», che porta su un primo spallone; poi segue un tratto orizzontale a quota di circa 2450 metri.  Sempre lungo il filo di cresta, si affronta un altro tratto ripido, e, piu’ in alto, si piega leggermente sul versante Nord (lato Prati di Tivo) fino a raggiungere l’Anticima Nord (m 2585).   Si scende, leggermente a destra, ad un intaglio che divide l’Anticima dalla Vetta (m 2560). Si sale l’ultima parte di cresta per ripide placchette (fino a III+); si piega un po’ alla destra della cresta (versante Nord) e ancora con un traverso obliquo si raggiunge la cima nei pressi della croce di vetta (m 2655). Panorama sulle Vette del Corno Grande
dalle vicinanze della Vetta del Corno Piccolo
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 Discesa:  Per il percorso di salita, per la ferrata Danesi, oppure per la Via Normale.   Le due ultime alternative conducono entrambe ai piedi del versante Nord-Ovest del Corno Piccolo, nei pressi dell’arrivo della ferrata P.P.Ventricini (m 2410 circa) e alle belle pareti delle Fiamme di Pietra.  Da qui, per rientrare alla Piana del Laghetto, occorre risalire alla Sella dei 2 Corni (m 2547, avendo a sinistra la bastionata delle Fiamme di Pietra) e poi si ridiscende al rifugio C.Franchetti (m 2433) e si prosegue in discesa lungo tutto il Vallone delle Cornacchie fino ad arrivare di nuovo alla zona della «Madonnina», appena oltrepassato il Passo delle Scalette.  Infine si ripercorre, in leggera discesa, tutta la cresta dell’Arapietra, superando prima la stazione d’arrivo della seggiovia di Prati di Tivo e poi l’«albergo diruto».
 Tempi medi:  Salita: 1 ora circa dalla Piana del Laghetto alla Madonnina;  1 ora dalla Madonnina alla terrazza di attacco sulla cresta N-E;  circa 2 ore e trenta dall’attacco alla Vetta del Corno Piccolo.   Discesa: dalla Vetta del Corno Piccolo, 1 ora e trenta per raggiungere il rifugio C.Franchetti e 1 ora e trenta circa dal rifugio alla Piana del Laghetto.


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Aggiornamento - 23/6/2004